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Emma Petitti scrive all'ambasciata d'Egitto per la liberazione di Patrick Zaki

Le preoccupazioni della riminese, presidente dell'assemblea regionale: "E' asmatico, rischio complicazioni Covid-19"

Attualità Emilia Romagna | 12:37 - 29 Maggio 2020 Emma Petitti Emma Petitti.

"Il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale continuerà a seguire da vicino, anche tramite l'Ambasciata italiana in Egitto, il caso di Patrick Zaki, mettendo in campo le adeguate iniziative di sensibilizzazione". È l'impegno che ha assicurato l'ambasciata alla presidente dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, Emma Petitti, in risposta alla lettera inviata il 14 maggio scorso per chiedere di essere aggiornata sulla situazione e di mettere in campo ogni iniziativa possibile per la scarcerazione del giovane ricercatore egiziano, studente dell'Università di Bologna.

"Patrick Zaki - ricorda la presidente Petitti -  è detenuto nel carcere del Cairo dal mese di febbraio esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media. L'ultima udienza per decidere il suo rilascio era fissata il 20 maggio ma, ad oggi, non si hanno notizie ufficiali. L'Ambasciata ci ha precisato che al monitoraggio stanno partecipando anche funzionari diplomatici dell'Unione europea".

A questo riguardo, in seguito all'imposizione di misure restrittive sull'accesso ai tribunali per limitare il contagio da Coronavirus, l'Ambasciata ha precisato che su propria richiesta "la delegazione dell'Unione europea al Cairo ha trasmesso alla procura egiziana una comunicazione in cui ha ribadito la propria attenzione sul caso".

"Come ho sottolineato nella mia lettera - aggiunge Emma Petitti - siamo tutti preoccupati per le condizioni di salute di Patrick che, essendo asmatico, è maggiormente esposto al rischio Covid in un ambiente come una prigione. Ringrazio l'ambasciatore per la sua risposta, per mantenere una scrupolosa attenzione sulla vicenda e per aver chiesto in più occasioni la scarcerazione dello studente. Credo sia fondamentale continuare a parlarne per non spegnere i riflettori su una situazione che ormai si protrae da quasi quattro mesi. Restiamo fiduciosi, auspicando un epilogo positivo e di poter riabbracciare al più presto Patrick qui a Bologna".