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Anche la Provincia di Rimini delibera la rinegoziazione dei mutui

I revisori dei conti avevano però dato parere negativo

Attualità Rimini | 18:02 - 28 Maggio 2020 Riziero Santi, presidente della Provincia di Rimini Riziero Santi, presidente della Provincia di Rimini.

Il Consiglio provinciale, convocato ieri (mercoledì 27 maggio) in videoconferenza, ha approvato a maggioranza (contraria l’opposizione) la delibera di rinegoziazione dei mutui contratti dall’Ente con la Cassa Depositi e Prestiti, la sospensione della quota capitale dei mutui MEF e la moratoria dei pagamento delle quote capitale dei mutui contratti con istituti di credito aderenti all'accordo ABI-ANCI-UPI.

La Provincia di Rimini, come quasi la totalità dei Comuni e molte altre Province, intende infatti avvalersi di quanto previsto dal Decreto Rilancio procedendo alla rinegoziazione dei mutui. In base ad una attenta valutazione costi/benefici svolta dalla ragioneria dell’Ente la rinegoziazione non riguarderà tutti i mutui, che ammontano a 36 milioni di euro, ma solo i mutui più recenti e quindi a più lunga scadenza.

Ovviamente una rinegoziazione che comporta un allungamento dei tempi di restituzione sconta un aumento dei costi, ma tutto va rapportato alla straordinarietà del momento a causa dell'emergenza sanitaria. Le rinegoziazioni che l’Ente ha già fatto in precedenza l’hanno salvato dal default, mentre questa rinegoziazione consentirà di far fronte al momento di straordinaria criticità, assicurando la continuità nella gestione delle funzioni come la messa in sicurezza di scuole e strade e, al tempo stesso, mantenendo l’equilibrio di bilancio. Infatti l’Ente dovrà far fronte alla gestione delle proprie funzioni con una previsione di entrate falcidiate dalla grave crisi dovuta all’emergenza Covid-19 che ha bloccato il mercato dell’auto, principale fonte di finanziamento dell’Ente.

La competenza delle rinegoziazioni è delle Giunte – e quindi nella fattispecie delle Province del presidente - ma per garantire informazione e trasparenza la decisione è stata portata in Consiglio, che nella seduta di ieri ha approvato la decisione a maggioranza. Il Consiglio si è tenuto in videoconferenza e un problema tecnico ha impedito il voto ad un consigliere di maggioranza sull’immediata esecutività e così, per ragioni burocratiche si rischia di perdere uno sgravio di 850 mila euro per il solo anno 2020. Per porre rimedio a questa situazione così penalizzante per la nostra comunità il presidente Riziero Santi si avvale della facoltà che prevista dalla legge e, forte anche del voto favorevole di due terzi del Consiglio, darà seguito alla delibera approvata con un Decreto, questo immediatamente eseguibile e quindi nei tempi utili previsti dalla legge per procedere alla rinegoziazione con la Cassa Depositi e Prestiti.

Il parere contrario sulla delibera dei Revisori dei conti, in controtendenza rispetto ai pareri favorevoli rilasciati dagli organi di revisione di tutti gli enti che hanno rinegoziato, non è posto per un problema di legittimità dell’atto (del resto si tratta di una pratica prevista per legge), ispirata a criteri di buon senso e ragionevolezza, e nemmeno di assenza di analisi e parere positivo della Ragioneria e della Segreteria dell’Ente, ma piuttosto su una valutazione di “merito” che non è propria dell’organismo di controllo. Il presidente ha già disposto tuttavia di promuovere un incontro chiarificatore con il Collegio dei Revisori.