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Rimini: Pecci (Lega) difende la movida e attacca la Giunta Gnassi: "troppo autoritarismo"

"I giovani unici a non arrendersi alla paura, aiutano le attività a riprendersi", spiega il consigliere

Attualità Rimini | 12:29 - 26 Maggio 2020 Marzio Pecci, consigliere comunale della Lega di Rimini Marzio Pecci, consigliere comunale della Lega di Rimini.

Marzio Pecci difende la "movida" riminese, "bacchettando" l'amministrazione comunale di Rimini, relativamente alle proposte di chiusure anticipate dei locali, invitandola piuttosto a dare «una risposta educativa ai giovani, perché loro sono il nostro futuro e la nostra unica risorsa». Il consigliere comunale della Lega, ex candidato sindaco, difende i giovani "dell'aperitivo", tacciati di essere gli untori del Covid-19 e criticando l'amministrazione comunale per l'eccessivo autoritarismo. Pecci parla di nuovo fascismo: «quello delle "ordinanze" contingenti ed urgenti e dei DCPM, dei dictat di ciascun ministro, viceministro, capetto, che hanno sovvertito la gerarchia delle fonti». Incalza l'esponente locale della Lega: «Dopo mesi di provvedimenti che hanno distrutto le persone e l'economia occorre dire "basta" soprattutto contro chi urla per il rispetto di norme varate in violazione di ogni diritto costituzionale. Non è accettabile una ordinanza contro i giovani che sono stati gli unici a non arrendersi alla paura che il governo ci ha inflitto in questi ultimi tre mesi e che sono tornati alla normalità facendo rivivere le città e permettendo ad alcune attività di riprendersi prima del fallimento». Pecci critica chi «sollecita sanzioni contro tutto e tutti», rileva che «L'amministrazione comunale ha dato ai giovani la Molo street, la Notte Rosa, la Movida ed ora si lamenta di ciò che ha creato, passando il tempo a minacciare chiusure e sanzioni»; infine chiede un'oculata programmazione per occuparsi del futuro professionale dei giovani, ma anche delle imprese e dei professionisti della città, in sofferenza per le conseguenze economiche post epidemia.