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Test sierologici e tamponi, ma il rischio è l'immagine turistica di una Rimini ospedalizzata

21 casi di positività al Covid-19 in 48 ore.

Attualità Rimini | 07:42 - 24 Maggio 2020 Test sierologici (foto di repertorio) Test sierologici (foto di repertorio).

Nelle ultime 48 ore le autorità sanitarie hanno comunicato 21 nuovi casi di positività alla Sars-CoV-2 in Provincia di Rimini. Tutti asintomatici, tutti in isolamento domiciliare: sono persone che si sono sottoposte a test sierologico, presso laboratori privati, con esito positivo e successivo tampone. Fermandoci alle ultime 24 ore, il 27,9% dei nuovi casi in tutta la Regione (quasi 3 su 10) riguarda il nostro territorio.
Precisato che la contagiosità degli asintomatici non è affatto comprovata e che le norme sul distanziamento sociale e obbligo di mascherina sono in vigore proprio per evitare le catene di contagi, con i test sierologici a tappeto solo in determinati territori, come il riminese, c'è però il rischio, nelle prossime settimane, di avere corposi incrementi alla voce "nuovi casi" e "attivi positivi". Prefettura e Ausl hanno giustamente precisato l'origine dei nuovi casi (non si tratta di nuovi "malati" in sostanza), ma fuori dalla Provincia di Rimini non tutti possono essere attenti a cogliere la distinzione. "A Rimini meglio non andare a fare la vacanza, ci sono ancora troppi casi", potrebbe essere benissimo il pensiero di numerosi turisti, supportato dalla lettura del bollettino regionale, che riporta solamente il numero dei casi di positività riscontrati, senza distinzioni. E se i turisti dovessero "disertare" la Riviera riminese, sarebbe un grosso danno per tutti gli operatori commerciali. Che ne pensano Gianni Indino di Confcommercio Rimini e Fabrizio Vagnini di Confesercenti Rimini? Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, in un intervento televisivo, criticò i famosi protocolli dell'Inail e dell'Istituto Superiore di Sanità, dicendo che le linee guida trasmettevano l'idea di una "Rimini ospedalizzata". La stessa immagine che rischia di trasmettere un incremento giornaliero costante e significativo, da qui alle prossime settimane, dei casi positivi scoperti con i test sierologici. Sarebbe auspicabile che l'Ausl Romagna comunicasse il numero delle persone ricoverate in ospedale e quelle ricoverate in terapia intensiva. Questi dati permetterebbero di comprendere in maniera più chiara la fase discendente dell'epidemia nel nostro territorio. Come avviene per la Repubblica di San Marino, che ha 354 casi attivi (non pochi) in isolamento domiciliare e solo tre persone in ospedale. Dati che danno l'idea di un territorio oramai uscito dall'emergenza.