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Parco del Mare fino a Riccione, c'è la benedizione di Boeri per il nuovo modello di frontemare

Il dibattito ieri sera sulla nostra pagina Facebook, organizzato da Rimini Domani, adesso

Attualità Rimini | 09:54 - 22 Maggio 2020 Un fermo immagine della videoconferenza in diretta Facebook andata in onda ieri sera Un fermo immagine della videoconferenza in diretta Facebook andata in onda ieri sera.

Parco del Mare come caso scuola per ripensare la riorganizzazione urbanistica, infrastrutturale e sociale delle città del prossimo futuro. Ne ha discusso un tavolo illustre, formato dall'archistar Stefano Boeri, il presidente della Regione Stefano Bonaccini e il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, che si sono divisi lo spazio di un'ora e un quarto di diretta Facebook grazie alla moderazione del giornalista Gigi Riva. Elemento di novità l'ipotesi di poterlo prolungare oltre i confini comunali e condividere con i territori vicini, nella fattispecie Riccione, una visione d'insieme, che sappia superare i campanilismi.

Il saluto introduttivo è stato del presidente Bonaccini, che ha sottolineato come il Parco del mare sia un «progetto straordinario che sposta le auto per lasciare spazio ai pedoni e delle biciclette, e che si integra sugli investimenti per il trasporto collettivo». Ha ricordato la recente chiusura dell’accordo con Rfi per potenziare il trasporto intermodale fino ai lidi ravennati «con l’obiettivo di spingere le persone a lasciare il mezzo privato per usare il trasporto collettivo». Ha poi fatto il punto sui diversi progetti in tema di mobilità sostenibile dal recente ampliamento del bonus bici al contributo “a chilomertro” in busta paga per coloro che usano la bici per andare a lavoro; oltre ai progetti per un turismo bike 365 giorni all’anno.

Il sindaco Gnassi ha sottolineato un concetto chiave: «Vogliamo non solo che la gente torni, ma che stia meglio e che trovi luoghi che siano figli di un pensiero. Otto anni fa abbiamo iniziato questa sfida quasi inedita per l’Italia guardando le esperienze internazionali. Il Parco del mare ci ha portato a investire 350 milioni di euro per 300 ettari dove abbiamo avuto il coraggio di togliere il cemento, l’asfalto e le macchine. Un progetto radicale, matrice di una dimensione urbana forte, senza mediazioni. I luoghi dell’identità al centro della rigereazione per far riprendere alla sua comunità gli spazi urbani. Così la Covid-19 rappresenta l’acceleratore di molte esigenze che dovremmo mettere al centro della nostra comunità: una nuova socialità, la piazza contro la dittatura dell’algoritmo. Chi tornerà a Rimini troverà una città cambiata, che era partita su una traiettoria di riconversione vera, una dimensione che il Covid ha accelerato. Questo parco che arriva a Miramare, ai confini di Riccione, può proseguire. Accolgo con favore il pensarsi attorno al proprio campanile anche di borgo, ma pensarsi come un insieme».

L'architetto Boeri l'ha definita «un'esperienza molto interssante, tra l’altro Benedetta Tagliabue e il team di architetti impegnati in questo progetto sono protagonisti di altre esperienze straordinarie analoghe, come il waterfront di Barcellona, progettisti di altissimo valore. Credo sarà un progetto modello per un modo diverso di pensare al frontemare, non solamente sul litorale Adriatco. Stiamo per iniziare a lavorare a Riccione, dove c’è situazione diversa, ma sarebbe bello pensare in futuro all’idea di uno spazio pubblico continuo, rigenerato, verde, senza blocchi e barriere dovute al traffico delle auto, affinché diventi un elemento cosrtante di questo pezzo di metropoli adriatica, di questa città costiera che da cervia a cattolica è quasi continua. Io credo che in Italia ci sia una 15esima realtà metropolitana che purtroppo non è riconosciuta, ma esiste, ha una sua forza e ha dei punti, delle esperienze, estremamente avanzati anche a livello internazionale. Va ripensato tutto lo spazio pubblico delle città è questa la grande sfida dei prossimi anni. I borghi vanno considerati come quartieri dell'autosufficienza, parte di un arcipelago urbano ma senza rinunciare all’identità storica della comunità. Quella sulla costa adriatica potrebbe essere un’esperienza avanzata rispetto ad altri contesti europei».

Il segretario provinciale del Pd Filippo Sacchetti in apertura ha spiegato in cosa consiste la nuova piattaforma "Rimini domani, adesso" che ha organizzato e ospitato il dibattito, un centro di confronto e di incontro per parlare delle prospettive e del domani, un domani diverso e che dovrà pensare ai cambiamenti dello stile di vita post Covid-19.