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Rimini: auto di lusso acquistate con assegni falsi e rivendute all'estero, presa la banda

Sono stati ricostruiti 40 episodi per 600 mila euro di danno patrimoniale

Cronaca Rimini | 09:18 - 21 Maggio 2020 Due delle auto rintracciate Due delle auto rintracciate.

Erano ben organizzati, avevano base nel Riminese ma commettevano truffe nel commercio di autovetture usate di fascia medio-alta un po’ in tutta Italia. I componenti della banda dedita alla truffa in materia di compravendita auto di lusso sono stati identificati e alle prime luci dell’alba di giovedì 21 maggio arrestati dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Rimini. A comporre l’associazione a delinquere un 37enne romagnolo, un 62enne riminese, un 45enne pugliese e un 46enne rumeno perché ritenuti responsabili di più delitti legati al reato di truffa. In mezzo è finito anche un 53enne libanese, per il quale è stato disposto l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria. L’attività di indagine, svolta da agosto a febbraio ha consentito di documentare 40 episodi di truffa, con un danno patrimoniale per le vittime stimato in circa 600 mila euro.

Il provvedimento cautelare scaturisce arriva al termine di un’articolata attività info-investigativa scattata quando una vittima ha sporto una querela. Questo ha permesso di ricostruire tramite l’operazione “Supercar” il modus operandi prescelto degli indagati, che prevedeva il pagamento dei veicoli con assegni falsi, l’intestazione dei mezzi ad alcuni soggetti italiani, membri anch’essi dell’associazione ma con ruoli marginali, e la successiva immediata esportazione all’estero al fine di alienarli in Paesi stranieri così da rendere particolarmente difficoltosa, se non impossibile, l’eventuale attività di rintraccio.

Le vittime venivano adescate tra coloro che avevano intenzione di vendere la propria auto. La scelta avveniva consultando gli annunci di numerosi siti di compravendita on-line. A un certo punto della trattativa subentrava puntualmente un altro membro dell’associazione il quale, presentandosi come un rivenditore di auto, contrattava la compravendita del veicolo e incontrava personalmente la vittima. Raggiunto l’accordo, i rei effettuavano il passaggio di proprietà presso una agenzia di pratiche auto, solitamente nel luogo di residenza della vittima, pagando quanto concordato mediante l’utilizzo di assegni sì falsi, ma di ottima fattura.

Uno degli arrestati dovrà altresì rispondere del reato di tentata estorsione poiché, dopo aver portato a conclusione una compravendita illecita, non riuscendo ad esportare immediatamente il veicolo ha ricontattato la vittima chiedendo il pagamento di 800 euro in contanti al fine di rientrare in possesso del proprio bene. Sono in corso le ricerche dei veicoli oggetto di truffa che saranno sottoposti a sequestro per la successiva restituzione ai legittimi proprietari.