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Coronavirus: Rimini chiede di avere accesso al fondo da 200 milioni per le zone rosse

Lo spiega il sindaco Andrea Gnassi: "Rimini ha perso 45 milioni di euro"

Attualità Rimini | 15:37 - 20 Maggio 2020 Andrea Gnassi davanti al Municipio di Rimini Andrea Gnassi davanti al Municipio di Rimini.

Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi annuncia la nuova iniziativa dell'Anci: una proposta di modifica all'articolo 112 del decreto Rilancio. Alla formulazione originaria, e cioè all'istituzione di un fondo comune di 200 milioni di euro per le province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza, si chiede l'aggiunta di tutte le Province, compresa quella di Rimini, che hanno adottato provvedimenti restrittivi per almeno 30 giorni consecutivi, durante la "serrata" per contenere l'epidemia da Sars-CoV-2. «Dal 21 marzo al 27 aprile: oltre quaranta giorni di chiusura totale, di confini regionali e provinciali presidiati con blocchi e controlli stradali. Sacrifici stringenti, per difendere la salute pubblica e aggredire un nemico agguerrito e invisibile, che ha fatto di Rimini una delle province più colpite dal contagio di Covid in termini sanitari. I primi a stringere e a reagire», sottolinea il sindaco Gnassi, che ora chiede però un aiuto dallo stato. Il Comune di Rimini, nei due mesi abbondanti di "serrata", ha perso 45 milioni di euro a causa delle minori entrate a bilancio, il 24% dell'intero bilancio comunale annuo (190 milioni di euro). Le risorse di 3 miliardi di euro stanziati a favore di tutti i comuni dal Decreto legge rilancio non sono sufficienti, rimarca il primo cittadino. Due sono le richieste formulate da Gnassi: «liberare risorse ora vincolate e sburocratizzare, mettendo in campo strumenti di natura straordinaria che consentano di far fronte appunto ad una situazione straordinaria». In primis allentare i vincoli di accantonamento ai fondi di garanzia, a partire dal Fondo crediti di dubbia esigibilità: «Una cosa semplice: usare almeno una parte dei nostri "risparmi", liberando una quota di risorse accantonate (almeno 4 milioni di euro, volendo fare una stima prudenziale) che potrebbero essere subito nella disponibilità degli enti locali». Inoltre Gnassi chiede «la possibilità ai Comuni di indebitarsi per la spesa corrente, una deroga alla "regola aurea" scritta nella Costituzione che prevede il ricorso all'indebitamento solo per finanziare la parte investimenti nell'ottica del raggiungimento del pareggio di bilancio. Un'operazione rischiosa, ma che merita almeno di essere presa in considerazione. Milano, Firenze e altri comuni pur di tenere in piedi scuole e asili, servizi alla disabilità, ci stanno lavorando». Al di là dei fondi stanziati, il Comune di Rimini esige un aiuto dallo Stato in termini di stop alla burocrazia e meno vincoli di bilancio.