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Coronavirus, nel territorio riminese 1997 persone sanzionate nei controlli

Si tratta del 2,8% delle persone controllate (72.457 in totale)

Cronaca Rimini | 19:33 - 19 Maggio 2020 Auto della Polizia durante i controlli Auto della Polizia durante i controlli.

Oltre al consueto punto sul contagio da Sars-CoV-2 nel territorio riminese, la Prefettura di Rimini ha tracciato anche un bilanco dei controlli operati e della relativa attività sanzionatoria. Tra marzo e maggio 2020 sono state controllate 72.457 persone e ne sono state sanzionate 1997 (il 2,8% del totale dei controllati). 

La nota della Prefettura

Il sistema sanzionatorio, delineato dal decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19 per il mancato rispetto delle misure di contenimento del rischio sanitario derivante dalla diffusione del virus COVID-19, previste dall’art. 1 del medesimo decreto, si basa fondamentalmente sulla distinzione di due categorie di illeciti:

ordinarie violazioni delle misure di contenimento, che costituiscono illeciti amministrativi puniti con sanzioni amministrative pecuniarie (pagamento di una somma di denaro da euro 400 a euro 3.000) e accessorie (chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni);

specifica violazione del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena perché risultate positive al virus (art. 1, comma 2, lett. e), costituente reato ai sensi dell’art. 260 del Testo unico delle leggi sanitarie, come modificato dal comma 7 dello stesso art. 4 del decreto-legge sopra citato). 

Ai sensi dell’art. 4 del menzionato decreto-legge n. 19/2020, per gli illeciti amministrativi sopra indicati, il procedimento amministrativo sanzionatorio è regolato in generale dalla legge 24 novembre 1981, n. 689, sotto il profilo dell’accertamento e dall’art. 202, commi 1, 2 e 2.1 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 in materia di pagamento in misura ridotta.      
Il procedimento amministrativo sanzionatorio si articola nelle seguenti fasi:

accertamento e contestazione (redazione di apposito verbale);

eventuale pagamento del verbale in misura ridotta entro 60 giorni dalla notificazione del verbale; 

istruttoria (eventuali scritti difensivi e/o audizione del trasgressore entro 30 giorni dalla notifica del verbale);

decisione (ordinanza di ingiunzione o di archiviazione). 

La sanzione definitiva (ordinanza) è irrogata, a conclusione del procedimento amministrativo sanzionatorio sopra descritto, dal Prefetto o dalla Autorità che ha adottato le misure restrittive (Regione o Comune). 

Al riguardo, è necessario chiarire che la redazione del verbale di accertamento e di contestazione segna l’apertura del procedimento amministrativo sanzionatorio. L’eventuale pagamento del verbale in misura ridotta conduce alla conclusione anticipata di tale procedimento. 
In caso di mancato pagamento del verbale in misura ridotta il procedimento prosegue fino alla fase decisoria, in cui l’Autorità competente emetterà ordinanza di ingiunzione o di archiviazione.  
Con riferimento ai procedimenti amministrativi sanzionatori qui considerati giova sottolineare che è impugnabile esclusivamente l’Ordinanza finale davanti alla Autorità Giudiziaria, a differenza di altri procedimenti sanzionatori (ad es. illeciti amministrativi stradali) in cui è possibile, di regola, impugnare il verbale di accertamento e di contestazione davanti al Prefetto o alla Autorità Giudiziaria (Giudice di Pace), salvo eccezioni (verbali non oblabili).   

Nei casi in cui trova applicazione la sanzione accessoria (chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni), all’atto dell’accertamento di alcune specifiche violazioni, espressamente indicate al comma 2 del citato art. 4, l’Autorità procedente può disporre la chiusura provvisoria dell’attività o dell’esercizio, ove necessario per impedire la prosecuzione o la reiterazione della violazione, per una durata non superiore a 5 giorni. Tale periodo di chiusura provvisoria viene scomputato dalla corrispondente sanzione accessoria definitivamente irrogata, in sede di sua esecuzione. 

L’efficacia afflittiva della sanzione accessoria della chiusura provvisoria è ulteriormente rafforzata dalla previsione della sua applicazione nella misura massima in caso di reiterazione della violazione. 

Nella fase decisoria spetta al Prefetto la competenza per l’irrogazione delle sanzioni amministrative, con riferimento agli illeciti amministrativi costituiti dalle violazioni delle misure adottate con decreti presidenziali. 
Diversamente, per gli illeciti amministrativi costituiti dalle violazioni delle misure regionali o infraregionali indicate all’art. 3 del citato decreto-legge, spetta, a seconda dei casi, alle Autorità che le hanno adottate (Regioni o Comuni) l’irrogazione delle relative sanzioni amministrative. 

Con riferimento alla sopravvenuta depenalizzazione di alcuni reati precedentemente previsti nel periodo emergenziale, è necessario precisare che, ai sensi dell’art. 4, comma 8, del citato decreto-legge, le norme che sostituiscono sanzioni penali con sanzioni amministrative si applicano anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore dello stesso decreto-legge, prevedendo, tuttavia, una applicazione delle sanzioni amministrative nella misura minima ridotta della metà.  

Infine, per i reati depenalizzati la comunicazione della notizia di reato, precedentemente inoltrata alla Autorità Giudiziaria, sarà seguita da un atto di contestazione dell’illecito da parte della Autorità competente per l’irrogazione della sanzione amministrativa.