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Gianni Indino: "Certezze sulla non responsabilità degli imprenditori per contagi da Coronavirus"

Altrimenti, spiega il presidente della Confcommercio Rimini, in molti non riapriranno per paura di cause civili e penali

Attualità Rimini | 15:32 - 19 Maggio 2020 Gianni Indino, presidente di Confcommercio Rimini Gianni Indino, presidente di Confcommercio Rimini.

Continuano le grida d'allarme di Gianni Indino, presidente di Confcommercio Rimini, che dall'inizio dell'emergenza Sars-CoV-2 è in trincea per sensibilizzare la politica sulle necessità della categorie economiche, su richieste, preoccupazioni e criticità.  Il tema odierno di riflessione è la responsabilità in capo all'imprenditore per eventuali lavoratori contagiati dal nuovo coronavirus. «Far ricadere la responsabilità degli avvenuti contagi sul datore di lavoro, elementi che, abbiamo ormai capito, sono praticamente impossibili da dimostrare, non solo è inopportuno, ma apre a scenari che per le aziende possono significare la chiusura definitiva, tra cause penali, civili e risarcitorie, nonché farraginose burocrazie, che rischierebbero di essere all’ordine del giorno». A preoccupare gli imprenditori erano il riconoscimento del contagio come infortunio sul lavoro (art.42 Decreto Legge "Cura Italia") e la circolare n.13 dell' Inail che ha sancito l'automatismo tra contagio e infortunio; ma poi, il 15 maggio scorso, l'Inail ha pubblicato un comunicato stampa, annunciando che "dal riconoscimento come infortunio sul lavoro non discende automaticamente l’accertamento della responsabilità civile o penale in capo al datore di lavoro" e che "la molteplicità delle modalità del contagio (…) rendano estremamente difficile la configurabilità della responsabilità civile e penale dei datori di lavoro". Dal 15 maggio a oggi però questa "virata" non è stata concretizzata in alcun provvedimento e sono rimasti in vigore l'articolo 42 del Decreto Legge "Cura Italia" e la circolare 13 dell'Inail. In particolare per il settore turismo, che ha bisogno più di tutti di risposte chiare e veloci, Confcommercio Rimini chiede «un atto formale che sollevi l'imprenditore che sta alle regole da responsabilità che non gli competono». Altrimenti «in molti decideranno di non riaprire prima di rischiare di perdere ben più del fatturato stagionale in eventuali cause risarcitorie o peggio ancora penali».