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Calcio C: si decide il futuro della stagione. Grassi (Rimini): "retrocessioni d'ufficio non legali"

Il patron della squadra biancorossa: "Non ci sono le condizioni per giocare"

Sport Rimini | 14:00 - 19 Maggio 2020 Da sinistra l'avvocato Gian Luca Brugioni e il presidente del Rimini Calcio Giorgio Grassi Da sinistra l'avvocato Gian Luca Brugioni e il presidente del Rimini Calcio Giorgio Grassi.

Domani, alle ore 12, l'atteso consiglio della Figc con all'ordine del giorno, tra i vari altri temi, le "determinazioni in ordine alle modalità di conclusione dei campionati della stagione sportiva 2019/2020". Queste, a poche ore dall'importante appuntamento, le parole del presidente del Rimini F. C., Giorgio Grassi.

Presidente, quali le sue sensazioni alla vigilia?
"Mi aspetto venga confermato quanto deliberato a larghissima maggioranza dall'assemblea di Lega Pro lo scorso 7 maggio, dunque lo stop ai campionati e il conseguente blocco delle retrocessioni. Resta poi da sciogliere il nodo relativo alla quarta promozione, ma per quanto riguarda i temi su cui il consenso è stato pressoché unanime auspico una conferma. Il tutto, come spiegato in più occasioni, per una assoluta mancanza di condizioni necessarie alla ripresa".

Una soluzione che dai più è vista come la più logica, se non altro proprio per il fatto che è quella che ha raccolto il consenso di tutti, ma che potrebbe anche non essere accettata.
"Quanto deliberato dalla nostra assemblea di Lega ha naturalmente il valore di proposta, l'organo deputato alle decisioni è il consiglio federale che, appunto, potrebbe anche fare altre valutazioni. La scelta di una retrocessione d'ufficio per 9 squadre credo sarebbe complessa sia dal punto di vista morale che legale. Legalmente non ci sarebbero i presupposti, il campionato non si è terminato e ci sarebbero solo tanti danni da quantificare. Quanto all'aspetto etico, è chiaro che sarebbe stato più giusto giocare ma purtroppo, con quello che è successo, non ci sono le condizioni per farlo né a tutela degli atleti e degli staff né dal punto di vista economico".

Nel caso la proposta di blocco delle retrocessioni venisse bocciata non ha escluso la possibilità di dare vita a una sorta di "class action".
"Una qualche percezione di danno, a livello di investimenti, di settori giovanili da salvaguardare ma penso anche ai diritti degli stessi tifosi, sarebbe diffusa, non riguarderebbe solo una singola società. Per questo, qualora venissimo penalizzati, cercheremo di tutelare i nostri diritti coinvolgendo, nel caso, anche le altre società. Un eventuale ripescaggio per i conti in ordine? Il Rimini è una società assolutamente sana, ma questo non mi tranquillizza in toto perchè non sempre, nella storia del calcio italiano, tale requisito è stato premiato. In diverse occasioni si è preferito tutelare il risultato del campo, anche quando questo è stato ottenuto in condizioni di 'concorrenza sleale'. Un aspetto che per me continua invece a restare un valore assoluto perchè tutela i creditori, come ben sappiamo quando si verificano fallimenti, o comunque ci sono problemi di natura economica, i primi a essere penalizzati sono i dipendenti e i fornitori. Sono comunque tutte ipotesi, attendiamo la riunione di domani. Oggettivamente, in tutta onestà, non vedo un solo motivo perchè anche il consiglio federale non trovi ragionevoli le proposte della Lega Pro".

Sergio Cingolani - Ufficio stampa e comunicazione Rimini F. C.