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Malato e costretto a vivere in un camper, un imprenditore misanese chiede aiuto al Comune

Dopo i vari tentativi andati a vuoto, ha scritto una lettera anche al presidente Mattarella

Attualità Misano Adriatico | 10:51 - 19 Maggio 2020 Malato e costretto a vivere in un camper, un imprenditore misanese chiede aiuto al Comune

Un ex imprenditore 40enne di Misano, separato da 5 anni e con l'attività chiusa nel 2015, lancia un appello al Comune di Misano Adriatico per essere aiutato in un momento di particolare delicatezza della sua vita, nel quale è costretto a vivere in camper e a curarsi da una brutta artrite psoriasica alle articolazioni che lo obbliga a cure continue, prima somministrate sotto l'osservazione dell'ospedale ma con l'emergenza Coronavirus gestite in casa, con farmaci che hanno bisogno di essere conservati in frigo, «ma il mio è malfunzionante».

Dopo aver chiuso la sua attività, ha lavorato «sottopagato pur di garantire il mantenimento alla mia ex e ai miei tre bambini, questo però mi ha costretto a rinunciare all'affitto e ad arrangiarmi nel mio vecchio camper che usavo con gli amici per andare a pescare, una soluzione che doveva essere breve ma che la crisi ha prolungato in modo indefinito. Non sono ancora riuscito a riscattarmi come avrei voluto e ci sono rimasto fino ad oggi».

Il 40enne è in serie difficoltà e da tempo cerca l'appoggio delle istituzioni locali: «Mi sono recato diverse volte al Comune per chiedere un aiuto ma mi sono sentito sempre inascoltato, avevo anche chiesto un colloquio col sindaco ma mi è stato negato a causa degli impegni che aveva, inoltre è da un po' di tempo che sono in graduatoria per le case popolari avendone tutti i requisiti ed essendo anche invalido ma nonostante tutte le mie difficoltà mi trovo in coda. Se avessi avuto un alloggio avrei potuto occuparmi anche dei miei figli con più serenità ma finora ne sono stato impossibilitato, ho scritto anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e mi ha risposto con una lettera dicendomi che avrebbe contattato le autorità locale, mi auguro che si facesse a carico del mio caso». Il paradosso è che la richiesta di aiuto debba fare un giro così largo per essere ascoltata.