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Scuole paritarie a rischio chiusura: l’allarme delle Maestre Pie e suore Francescane

Sono oltre duemila gli studenti nella sola provincia di Rimini

Attualità Rimini | 15:15 - 18 Maggio 2020 Suor Elisa coordinatrice scuole Sant Onofrio Suor Elisa coordinatrice scuole Sant Onofrio.

Le scuole paritarie stavano vivendo da anni una grossa crisi ma l'emergenza coronavirus potrebbe metterle in ginocchio e molte di esse saranno costrette a chiudere con l'avvio del prossimo anno scolastico. A denunciare la drammatica situazione sono le Maestre Pie dell’Addolorata e delle Suore Francescane, presenti con la loro offerta formativa anche a Rimini. La loro proposta al governo è quella di un reale sostegno, per poter continuare a essere risorsa per ragazzi e famiglie. Lo fanno con una protesta "gentile".

Non faremo sciopero ma ci devono ascoltare - dicono le Maestre Pie dell’Addolorata (2100 studenti nella sola provincia di Rimini, 700 in quella di Bologna, e 100 a Roma) e le suore di Sant’Onofrio che contano circa 600 alunni in Regione. Con queste parole intendono manifestare tutto il loro disappunto e rammarico per la assenza di attenzione da parte delle Istituzioni verso le scuole paritarie e le famiglie che le scelgono per educare i loro figli. Lo tsunami che si è abbattuto sul nostro Paese, e che ha toccato fortemente anche il sistema scolastico, non ha risparmiato le scuole paritarie, che sono parte a pieno titolo di tale sistema. Fin da subito gli insegnanti hanno attivato percorsi a distanza con creatività e dedizione; gli Istituti hanno cercato nei limiti delle possibilità di andare incontro alle famiglie, soprattutto dei più piccoli, riducendo il contributo chiesto per sostenere l’attività didattica. 

“Abbiamo interpellato gli organismi nazionali e anche quelli regionali – affermano le religiose – ma nessuno ci ha ascoltato. Le nostre istituzioni fanno parte del tessuto di questo territorio al quale abbiamo dato tanto negli anni.   Oggi a quanto pare siamo diventati invisibili. Ma non demordiamo!” I due Istituti condividono la linea delle Presidenze Nazionali USMI (Unione Superiore Maggiori d’Italia) e CISM (Conferenza Italiana Superiori Maggiori) che qualche giorno fa hanno sollecitato uno sciopero nazionale e una sospensione della Didattica a distanza per le giornate del 19 e 20 maggio. 

Saranno queste le giornate in cui in Parlamento partiranno le votazioni del Decreto ‘Rilancio’ che prevede quasi 1,5 miliardi per la scuola statale (per la sicurezza degli ambienti, per i dispositivi sanitari, per contenere il rischio epidemiologico, per la strumentazione didattica) e un finanziamento del tutto inadeguato per le paritarie - solo alla scuola dell’infanzia. Un’amara constatazione che ovviamente taglia le gambe alla lunga tradizione scolastica cattolica che da anni permea il nostro Paese.

“Abbiamo deciso di sostenere il rumore costruttivo ed educativo proposto dai nostri rappresentanti nazionali – affermano le Superiore Generali dei due istituti -   e se è vero che l’Italia deve ripartire dalla scuola che cresce cittadini di uno Stato democratico, allora è altrettanto vero che tutti devono aver l’opportunità di scegliere il proprio percorso scolastico senza essere per questo penalizzati. La crisi rischia di spazzare via una delle componenti fondamentali del sistema educativo italiano. È evidente che il protrarsi di questa condizione, giocoforza renderà difficilmente sostenibile il proseguo delle attività nelle nostre scuole. Le paritarie possono morire di Coronavirus. Il rischio è che a settembre i ragazzi non trovino le aule aperte.