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Addio Valter Vallicelli, partigiano e presidente dell'Anpi

E' deceduto a 92 anni. L'Anpi: "Resterà la nostra guida per il futuro del movimento antifascista"

Attualità Rimini | 18:03 - 16 Maggio 2020 Valter Vallicelli Valter Vallicelli.

Rimini piange la scomparsa di Valter Vallicelli, partigiano e presidente della sezione di Rimini dell'Associazione Nazionale Partigiani.  Il decesso è avvenuto nella giornata di oggi (sabato 16 maggio): il prossimo 12 giugno Vallicelli , originario di Ravenna, avrebbe compiuto 93 anni. 
"La Sezione Anpi Rimini, profondamente scossa dalla notizia, si unisce al dolore della famiglia e della moglie Carla Gozzi. Il suo esempio resterà la nostra guida per il futuro del movimento anti-fascista riminese", si legge in una nota dell'Anpi.

Il cordoglio del sindaco Andrea Gnassi

Quando poco fa mi è arrivata la notizia della morte di Valter Vallicelli mi è passata alla mente una frase. ‘I sogni non hanno età, solo desideri’. E in Valter sogno e desiderio guardavano entrambi alla stessa luna: la libertà. Una libertà che non ha mai data per scontata neanche per un singolo giorno della sua vita, da quando nel 1944, ragazzo di 17 anni, decise di combattere il nazifascismo.
Ma non appaia un paradosso se dico che Valter Vallicelli si è mostrato in tutta la sua grandezza dal momento in cui, un anno dopo, il mondo depose le armi. Quel giovane scelse di cominciare da quel momento in poi la sua battaglia attraverso la memoria e la testimonianza. La sua battaglia per la difesa della libertà, dei valori della democrazia, della solidarietà, della giustizia sociale, del rifiuto di qualsiasi forma di sopraffazione e di violenza. I valori partigiani sono gli stessi sui quali si fonda la Repubblica Italiana, è scritto nella Costituzione.
Anche lo scorso anno, nonostante la fatica fisica, ha voluto ancora incontrare centinaia di ragazzi delle scuole di Rimini per presentare la sua storia. Era un ragazzo ancora Valter. Un ragazzo con un cuore di 17 anni che parlava di cuore ai coetanei di oggi. Lo aveva fatto già migliaia di volte in precedenza. Lo ha voluto fare anche per il suo ‘ultimo chilometro’.
Volevo bene a Valter. Lo incontravo e ci parlavo nelle tante occasioni ufficiali e negli scambi informali quando ci si incontrava. Non ha mai mancato una cerimonia. Abbiamo percorso insieme strade e piazze durante i miei 9 anni da sindaco. Ci siamo confrontati, mi dava suggerimenti. Sento ancora la sua voce, voce di una vita carica di valori e storia che ogni volta con un saluto, un abbraccio, una telefonata esclamava “Oh sindaco, Andrea..." e cioè tutte la volte a farmi sentire a esprimere quel sentimento di rispetto e onore che portava non a me, non a un ruolo ma un Istituzione , un istituzione democratica per la quale aveva combattuto e alla quale si rivolgeva per un progetto, un'idea, una cosa da fare.
Proprio lo scorso 25 aprile - il più strano e alienante dal dopoguerra, con la piazza vuota, la gente con la mascherina e ‘Bella Ciao’ suonata da uno struggente violino- l’ho chiamato al telefono da piazza Tre Martiri. 'Valter questa piazza sarà piena anche oggi, Bella ciao è anche per te arriverà più bella e forte di tutte le volte quest anno'. E lui, commosso e dispiaciuto di non esserci vibrando di passione e verità, mi ha detto “sicuro! Siamo qui lo stesso anche quest'anno per ricordare la Liberazione”. Valter Vallicelli, partigiano e uomo vero, è sempre stato quel ragazzo che d’impulso decise di combattere. Il suo sogno e il suo desiderio coincidono: la libertà che si conquista e si coltiva giorno per giorno per farla crescere, renderla inattaccabile, portarla dove non c'è.In questo momento di dolore, mi stringo attorno alla moglie Carla, al figlio Libero, all’Anpi, e a tutti i ragazzi e alle persone coraggiose di questo mondo, che sanno che la libertà è, come ci ha insegnato Valter, “una parola piena quando ha con sé solidarietà umanità e fratellanza".