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VIDEO Coronavirus Rimini, vendite vino -90%. Santini: "settore al collasso"

Le aziende agricole della provincia sono prossime al tracollo a causa dello stop delle vendite. Santini, fa con noi il punto della situazione

Attualità Rimini | 06:17 - 17 Maggio 2020

Di Monia Sebastiani

L’acqua fa ruggine. Dicevano i nostri nonni per giustificare un consumo di vino che, talvolta, poteva apparire eccessivo.
Vino che, da sempre, ha un ruolo predominante sulle nostre tavole. È cultura. È condivisione. Studio. Passione.  Storia delle nostre vallate. Convivialità.
Il settore della viticoltura, come anche quello del turismo, fiori all’occhiello e comparti fondamentali per l’economia della regione, sono fortemente compromessi a causa dell’emergenza Corona Virus.
Le vendite, in seguito al blocco totale delle attività di ristorazione e della chiusura degli alberghi, sono, in partica, ferme. Il turismo, limitato dalle forti restrizioni imposte dal Governo e dalla chiusura delle frontiere, è in stallo.
I due comparti, fortemente legati, rischiano il collasso se non si adottano provvedimenti immediati e incisivi.
Abbiamo incontrato Sandro Santini, titolare dell’omonima azienda e presidente del consorzio “La Strada dei Sapori e dei vini
Quella che segue è una discussione appassionata, più che un’intervista, sullo stato dell’imprenditoria agricola della vallata.
Della distanza oggettiva che il giornalismo richiede, ammetto, di aver mantenuto solo quella tra intervistatore e intervistato, come le regole odierne impongono.
Perchè è difficile non calarsi nei panni di Sandro, non empatizzare con lui, non guardare quelle viti, già piene di piccoli e timidi grappoli senza provare la sua stessa rabbia pensando che, forse, anzichè diventare Sangiovese, Rebola, Sirah o Merlot, finiranno al macero.
Il vino scorre nelle vene dei Santini da generazioni, da quando, negli anni ’60, il nonno e lo zio rilevarono la tenuta, ubicata a Coriano, paese dell’entroterra riminese.
Sandro ci spiega come la sua azienda, così come la maggior parte delle altre del comparto agricolo in Romagna, stia passando un momento terribile. Il peggiore che ricordi.
Fa presente che il problema principale non è la mancanza di manodopera, di cui tanto si parla sui giornali e in televisione, ma, piuttosto, lo stallo delle merci. Problema che nessuno menziona.
“La produzione continua, non si è mai fermata. La vigna non va in quarantena, ha bisogno di essere seguita, ma le vendite sono, praticamente, bloccate.  In definitiva - dice Santini - io continuo a pagare gli operai, a sostenere le ingenti spese, ma non ho entrate, dato che il comparto con cui maggiormente avevo introiti, ristoranti e alberghi, è in stop.”
Non è contento, almeno non del tutto, del Dl Rilancio, approvato solo pochi giorni fa dal Governo, che, in materia agricola, prevede la doppia sanatoria dei lavoratori irregolari. Il decreto è stato fortemente criticato anche dal Presidente di Coldiretti Ettore Prandini, secondo il quale è uno strumento poco agile che non snellirà il lavoro delle campagne, a causa delle tempistiche dilatate dalla burocrazia.
“La burocrazia è un tumore che va estirpato “ anche secondo Santini, che spezza una lancia in favore degli imprenditori italiani.
“Chi fa imprenditoria in Italia è un eroe. Tra tasse e insidie nascoste tra le leggi che cambiano ogni minuto è difficile restare a galla. Adesso, poi…”
Sandro stringe le spalle nella camicia a quadri. “Il futuro – dice - è ciò che conta. Devono darci la certezza di poter continuare, metterci in condizioni di farlo. Altrimenti, qui, si rischia davvero di chiudere.”
Riportiamo un estratto dell’intervista che Santini ci ha rilasciato.