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Patto per la ripartenza del Riminese dopo lo stop Coronavirus: piano Marshall da 300 milioni

La sindaca Tosi: "Basta con i balletti della politica", il presidente Santi "Zona nera dell'economia"

Attualità Rimini | 07:39 - 15 Maggio 2020 L'intervento del presidente della Provincia Riziero Santi al tavolo con il presidente della Regione Bonaccini e i sindaci del territorio L'intervento del presidente della Provincia Riziero Santi al tavolo con il presidente della Regione Bonaccini e i sindaci del territorio.

Piano straordinario di interventi da 300 milioni di euro per permettere al Riminese di sollevarsi dalle difficoltà indotte dall'emergenza Coronavirus, finanziando opere in gran parte già progettate, finanziate e cantierabili, in tutti i settori: dalla sanità alla scuola, dalle infrastrutture alla difesa del suolo, passando per turismo, sport, rigenerazione urbana. Fondi in gran parte pubblici, più cofinanziamenti privati. Questo anche per ovviare all'assenza all'articolo 121 del decreto Rilancio della provincia di Rimini dal fondo specifico 200 milioni di euro stanziati dal Governo come aiuto alle cosiddette "zone rosse", incluso il territorio di Piacenza. L'impegno preso dal governatore della Regione Stefano Bonaccini giovedì pomeriggio durante l'incontro nella sede provinciale con i sindaci e la Prefetta Camporota ha sollevato commenti e polemiche.


L'intervento del presidente Santi


«Usciamo dalla zona sanitaria rossa, entriamo nella zona economica nera. Se l'incidenza del turismo in Emilia-Romagna è del 12,3 per cento, in provincia di Rimini la percentuale sale, superando il 24 per cento. Per ripartire abbiamo bisogno di aiuto. Serve un piano straordinario, liquidità vera, aiuti alle famiglie, protocolli di sicurezza fattibili e sostenibili economicamente. E ancora i bilanci degli enti locali vanno assicurati, servono risorse per gli investimenti, una revisione dell'impianto normativo per i rapporti con le grandi società di servizi. Infine dobbiamo mettere in campo strategie territoriali innovative, con più semplicità e meno burocrazia». Un lungo elenco costellato poi da una riflessione di merito: «Noi romagnoli abbiamo nel dna la capacità di reinventarci continuamente e di tirar fuori il meglio nelle situazioni più difficili. Chiediamo allora a lui, quindi alle Regione e al Governo di metterci nelle condizioni di poter ripartire. Noi sindaci non possiamo che continuare a collaborare, dimostrarci coesi».


Il commento della sindaca Tosi


Presente all'incontro anche la sindaca di Riccione Renata Tosi, molto critica su diversi aspetti: «È mancata completamente l’attenzione alle famiglie, ai ragazzi, alla scuola e al sociale, in poche parole il fattore umano. Oltre a non aver sentito neanche una parola sulla programmazione. Sono d’accordo con la giusta protesta del sindaco Andrea Gnassi sulla esclusione della provincia di Rimini dalle zone rosse con conseguente esclusione dai finanziamenti del Governo. Ma la risposta che è arrivata dalla Regione è povera in tutti i sensi: un emendamento. Basta tergiversare, lasciate lavorare la libera impresa del turismo che aveva già i protocolli, che si è rimboccata le maniche per tentare di salvare l’economia della Romagna. I Comuni hanno agito tempestivamente e devono tornare ad essere gli interlocutori privilegiati del Governo. Basta con i balletti inutili come sull’apertura delle spiagge: prima negata poi ventilata, poi data a metà, una settimana per volta, prima l’accesso per camminare, poi il 25 sarà possibile per gli stabilimenti aprire al pubblico. Insomma decisioni prese d’imperio e senza spiegazioni».