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Non paga l'affitto per la crisi post Coronavirus: il Tribunale per ora le dà ragione

Bloccato l'incasso degli assegni postdatati versati, a garanzia del pagamento dell'affitto, dalla società che gestisce una palestra

Attualità Rimini | 07:23 - 17 Maggio 2020 Avvocati riminesi seguono un caso che potrebbe avere conseguenze anche per il nostro territorio Avvocati riminesi seguono un caso che potrebbe avere conseguenze anche per il nostro territorio.

Uno studio legale riminese sta seguendo una vicenda che potrebbe interessare i tanti imprenditori e commercianti riminesi che svolgono la loro attività in locali presi in affitto, nel caso in cui il locatore sia contrario a una riduzione dei canoni mensili o alla sospensione momentanea dei pagamenti. Gli avvocati Massimiliano Angelini e Raffaella Balzi assistono infatti una donna, legale rappresentante di una società che, poco meno di dieci anni fa, prese in affitto, nel bolognese, un immobile per realizzare una palestra e un centro estetico. Dal 24 febbraio l'attività è chiusa, a seguito della "serrata" imposta per prevenire i contagi del nuovo coronavirus. Tuttavia il legale rappresentante della società proprietaria dell'immobile non ha acconsentito alla richiesta dell'affittuario di ridurre i canoni d'affitto del 50%, una richiesta avanzata a seguito del netto calo di fatturato a causa della "serrata", ed era pronto a mettere all'incasso gli assegni post-datati ricevuti a garanzia del pagamento del canone mensile; all'inizio del rapporto contrattuale tra le parti, infatti, era stata definita questa prassi: la consegna di  sei assegni ogni sei mesi, da invalidare nel momento in cui sarebbe stato versato l'affitto. Il Tribunale di Bologna ha bloccato l'incasso degli assegni, emettendo un decreto d'urgenza. L'incasso degli assegni infatti avrebbe precluso all'affittario l'accesso al fondo previsto dallo stato e l'ottenimento di liquidità necessaria proprio a pagare l'affitto e le bollette. Ora la vicenda sarà definita in udienza, a partire dal 26 maggio.