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Fase 2 Coronavirus: "le imprenditrici donne le più penalizzate dalla serrata"

Lo spiega Valeria Piccari, presidente di Donna Impresa Confartigianato Rimini

Attualità Rimini | 13:59 - 14 Maggio 2020 Valeria Piccari Valeria Piccari.

"A pochi giorni dalla ripresa quasi totale delle attività, sono tanti i temi che ci preoccupano in questa Fase2. Il dibattito per la ripartenza del Paese deve tenere conto anche delle tante difficoltà che soprattutto le donne stanno affrontando". A dirlo è Valeria Piccari, Presidente di Donne Impresa di Confartigianato Rimini e vice Presidente Confartigianato regionale.
Da un sondaggio della Camera di Commercio si evince che in Emilia-Romagna le imprese femminili rappresentano oltre un quinto del nostro tessuto imprenditoriale e nella sola Provincia di Rimini, a fine 2019, le imprese a titolarità femminile erano ben 7.450, più del 21% delle imprese attive.
"Questa emergenza epidemiologica ha bloccato tutte le attività. Tutti, indistintamente siamo stati colpiti e dopo la quarantena ci troviamo in una fase complicata. Se già durante la Fase 1, le donne si sono trovate ad avere il carico familiare completamente sulle proprie spalle, con la Fase 2 e con il rientro al lavoro sono ulteriormente penalizzate. La ripresa delle attività lavorative in assenza di provvedimenti a favore della conciliazione vita - lavoro sta mettendo le donne davanti alla scelta di dover lasciare il proprio lavoro o chiudere la propria impresa. Siamo molto preoccupati".
A tale fine Confartigianato Donne Impresa che sta avanzando alcune proposte e istanze.
 "Il tema della famiglia non va sottovalutato – continua Valeria Piccari – da una ricerca dell'Università Cattolica di Milano, i livelli di stress più elevati riguardano le famiglie con figli piccoli o adolescenti in casa (61%). La chiusura delle scuole e le lezioni da casa hanno reso necessari, tra le tante cose, l'acquisto di tablet e computer per ogni membro della famiglia e servizi di connessione a Internet molto potenti. Un aiuto potrebbe essere rappresentato da contributi a fondo perduto che riguardano l'ampliamento di mezzi tecnologici per le famiglie.".
A preoccupare Confartigianato Donne Impresa Rimini è proprio lo stallo, ecco perché ritiene urgente evidenziare alcune misure che possano sostenere le donne, anche in vista della riapertura delle attività turistiche.
"Innanzitutto, riaprire i Centri Estivi, che rappresentano un aiuto fondamentale per il nostro territorio, e ampliarne gli orari di apertura permetterebbe ai genitori di tornare subito al lavoro. – sottolinea la Piccari - Le previsioni per i fatturati 2020 di molte imprese saranno sicuramente ridimensionati, sarebbe importante quindi prevedere dei contributi o degli sconti sui contributi per chi assume donne, per chi favorisce orari di lavoro flessibile, per chi permette lo smart working".
Oltre all'apertura dei centri estivi e alla riduzione dei contributi fiscali, Valeria Piccari indica altre misure che possano sostenere le imprenditrici e le lavoratrici in attesa della definizione dei nuovi interventi come la possibilità, temporaneamente, di poter portare con sé i figli al lavoro (quando gli spazi aziendali lo permettono) o di riorganizzare i turni di lavoro,    
In assenza di adeguate politiche di sostegno e con la crisi post Covid nei prossimi mesi molte donne potrebbero trovarsi costrette a rinunciare al proprio lavoro rischiando  la chiusura delle imprese con maggior rischio di povertà conseguentemente a carico della collettività.
Se rivedere gli orari sarà una necessità, la flessibilità per il lavoro delle donne e il risparmio contributivo potranno essere alcune delle leve che permetteranno alle imprenditrici di riprendere l'attività.
"Al di là di ogni retorica, è un dato di fatto che le donne abbiano una grande energia e un grande potenziale  che portano nell'ambito familiare, ma anche in quello lavorativo. Noi di Confartigianato abbiamo sempre detto e ribadito come gli artigiani, i piccoli imprenditori, i lavoratori autonomi vivano le attività e le  imprese come una estensione della propria famiglia all'interno della quale si svolgono le stesse dinamiche.
Capiamo quanto sia importante permettere alle donne di lavorare serenamente, sapendo chi i figli sono in un ambiente sicuro e protetto, sappiamo quanto l'apparato parentale sia di grande aiuto e conforto, ma ora più che mai è necessario che lo Stato aiuti concretamente le donne imprenditrici, le commercianti, le artigiane,  le donne lavoratrici tutte a poter proseguire in  questo cammino".
Sin dall'inizio dell'emergenza sanitaria Confartigianato riporta in tempo reale sul proprio sito (confartigianato.rn.it) e sulle pagine social tutte le novità normative. Invia, inoltre, ogni giorno ai propri associati gli aggiornamenti governativi.
"Ho sempre creduto nell'associazionismo e credo che nei momenti di sconforto e, talvolta, di disperazione come questi, una grade Associazione come Confartigianato possa esser di grande supporto sia dal punto di vista pratico, che morale per chi ogni giorno si mette in gioco con il proprio lavoro" – conclude Valeria Piccari.
A tal fine il Direttivo di Donne Impresa Confartigianato di Rimini è molto attivo e si riunisce periodicamente per discutere delle problematiche e questioni legate all'imprenditoria, con particolare attenzione al mondo delle donne imprenditrici.