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Nuova maturità tra incertezze e proteste: la lettera di tre studenti del Valturio di Rimini

I maturandi raccontano la quarantena tra poca privacy, stress e rapporti umani limitati

Attualità Rimini | 10:38 - 14 Maggio 2020 Foto da internet Foto da internet.

Nel giorno (mercoledì 13 maggio) in cui centinaia di studenti in tutta Italia hanno scioperato contro l'incertezza sulla nuova maturità, che stando alle ultime dichiarazioni della ministra per l'istruzione Lucia Azzolina dovrebbe partire dal 17 giugno, arriva alla nostra redazione una lettera firmata da tre studenti della classe quinta dell'Ites Valturio di Rimini, Giorgia Angelini, Martina Melucci e Tommaso Aiello, nella quale si lamentano disattenzioni e approssimazioni nei confronti della loro situazione di reclusi in quarantena.

«Nessuno parla di noi studenti e della situazione che stiamo vivendo, mettendo in secondo piano emozioni e sentimenti di noi giovani. Tutto d’un tratto ci siamo ritrovati chiusi dentro quattro mura in convivenza forzata 24 ore su 24 con la nostra famiglia e questo ha limitato la nostra necessità di privacy, e non si può negare che i rapporti umani tra noi ragazzi ne abbiano risentito molto. Oltre allo stress che si respira nell’aria noi maturandi dobbiamo rapportarci anche con lo stress scolastico. In più manca meno di un mese all’esame e ancora non abbiamo informazioni certe. Cosa dobbiamo studiare? Come si svolgerà l’esame? Sarà in presenza oppure ci troveremo ad affrontarlo soli davanti a uno schermo?
E vogliamo parlare delle università?».

Molte, moltissime le questioni messe sul piatto: «È facile dire “studiate tutto”, però stare tutto il giorno sui libri senza avere una valvola di sfogo ha avuto un impatto psicologico importante nei due mesi appena trascorsi. Pensando di parlare a nome di tutti gli studenti che si trovano nella nostra stessa situazione, abbiamo bisogno di informazioni chiare e certe su questa maturità al più presto e abbiamo bisogno di una ministra che ascolti anche gli studenti e non solo le task force».