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Terzo ristorante a Rimini e l'ingresso di chef Bissaro: così la stella Guido torna a splendere

Si chiamerà Augusta e aprirà a giugno in centro storico di fianco al teatro Galli

Attualità Rimini | 09:50 - 14 Maggio 2020 Il fratelli Raschi con Paolo Bissaro Il fratelli Raschi con Paolo Bissaro.

Un terzo ristorante in centro storico a Rimini, un laboratorio di ricerca e l’ingresso
nel gruppo di Paolo Bissaro accanto a Gianluca e Gianpaolo Raschi: la Guido srl esce
dal lockown con un ripensamento a 360 gradi all’insegna della fiducia. 


«Da qualche mese siamo al lavoro su un nuovo ristorante, il terzo dopo lo storico Guido sulla spiaggia di Miramare e Il Mare di Guido a Fico Eataly World a Bologna: si tratta di Augusta, la nuova sfida con cui da giugno il desiderio di cambiamento in atto abbraccerà il centro storico chiudendo un cerchio ideale che trae linfa dal mare e dalle nostre radici per legarsi a filo doppio a quelle del territorio che ci ospita. Augusta sposa il nuovo rinascimento di Rimini che ha per emblema il limitrofo risorto Teatro Galli (non a caso scelto per l’immagine del nuovo corso) e si fa cartolina ideale e fotografia della ripartenza della Guido Srl e della città», spiegano i fratelli Gianluca e Gianpaolo Raschi, che hanno portato quello che era un capanno costruito nel 1946 sulla sabbia da nonno Guido a fregiarsi della stella Michelin per il tredicesimo anno consecutivo.

L’ingresso nel gruppo dello chef Paolo Bissaro va ad arricchire un’azienda, ma non soltanto: «Non sarà solo un consulente cuoco, ma il trait d’union di una visione rinfrescata da una terza competenza vitale per animare il confronto necessario a trasformare il neonato Guido Lab in un laboratorio di ricerca che si farà fulcro di una filosofia da declinarsi in varie direttrici in ciascuno dei tre ristoranti. Ognuno con la sua anima, ma dal pensiero comune».

Attraverso un grosso lavoro sulla sicurezza del cliente e degli operatori, l'obiettivo è fare di Guido «non solo il ristorante stellato per un’ottima cena, ma il teatro di un’esperienza di esclusiva normalità: vogliamo cioè trasformare quello che può apparire un ossimoro in un punto di forza, creare una sorta di stargate in cui poter vivere momenti di qualità respirando tranquillità sanitaria pre Covid-19. Ci prenderemo il tempo necessario per riuscirvi, senza forzare le cose e rivisitando leggermente anche qualche proposta».