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Cna e Confcommercio Rimini, critiche ai protocolli dell'Inail: "Così è impossibile aprire le attività"

Ortalli: "Manca buon senso", mentre Indino: "Una barzelletta, ma fa piangere"

Attualità Rimini | 16:53 - 13 Maggio 2020 Gianni Indino presidente Confcommercio Rimini e Davide Ortalli direttore Cna Rimini Gianni Indino presidente Confcommercio Rimini e Davide Ortalli direttore Cna Rimini.

Anche Cna Rimini, per voce del direttore Davide Ortalli, interviene puntuale nel dibattito sulle linee guida di Inail e Istituto Superiore della Sanità per la riapertura degli stabilimenti balneari e dei ristoranti. Criteri che sono stati fortemente criticati da tutti gli operatori del territorio e anche dai sindaci: un coro unanime, "non si può aprire".  Ombrelloni troppo distanziati (22,5 mq tra uno e l'altro), ristoranti con uno spazio di 4 metri quadrati a cliente: condizioni che gli addetti ai lavori considerano impossibili da rispettare. Una veduta condivisa da Ortalli, che commenta: "Ribadiamo l’assoluta esigenza di tutelare la salute dei cittadini e di garantire la ripresa delle attività economiche già fortemente provate dal periodo di blocco, per questo serve assicurare le migliori condizioni di sicurezza per imprenditori, lavoratori e clienti. Ci vuole buonsenso, conciliando le raccomandazioni tecnico-scientifiche con le caratteristiche delle imprese e la necessaria tenuta del sistema economico".

Sul tema ritorna anche Gianni Indino della Confcommercio Rimini, che è laconico: "così non riapriamo". Indino sollecita le forze politiche a smettere con la corsa agli annunci e di emanare leggi e direttive "scritte e univoche, senza dover aspettare le interpretazioni di chissà quale ente". Sui protocolli: "E' una barzelletta e farebbe anche ridere, se in tutta questa situazione non ci fosse da piangere". Indino si dice fortemente preoccupato per la stagione turistica, perché regole troppo stringenti, come quella degli ombrelloni posti a distanze "siderali" uno dall'altro, non danno un'immagine positivita sui mercati esteri: "La cartolina che si propone per la nostra destinazione turistica è di una destinazione ospedalizzata che mal si concilia con la voglia e l’idea di vacanza in Riviera. Abbiamo a cuore la salute di tutti, ma il senso della misura deve esserci.  A rischio c’è l’intero comparto turistico".