Giovedý 04 Giugno03:27:02
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Un ministro del turismo, ‘deregulation’ e rigenerazione: ecco le idee al tavolo tra imprenditori e autorità

Organizzato da "Tutti insieme per la Riviera Romagnola" la diretta Facebook ha raggiunto 27mila visualizzazioni

Attualità Rimini | 15:25 - 13 Maggio 2020 La diretta facebook del tavolo con i sindaci La diretta facebook del tavolo con i sindaci.

Di Maria Assunta (Mary) Cianciaruso

Come sarà il turismo in Romagna nell'estate 2020? Di idee, regole, protocolli e unità di intenti si è parlato al tavolo tra imprenditori romagnoli e le autorità ieri sera, martedì 12 maggio, in una diretta web in collaborazione con Radio Bruno e il nostro sito Altarimini. L’appuntamento, organizzato dal movimento “Tutti uniti per la Riviera Romagnola”, ha visto protagonisti i sindaci di Rimini, Riccione, Cattolica, Bellaria, Coriano, San Leo, Gatteo Mare, Cesenatico e Misano, moderati dalla nostra collaboratrice Francesca Valente.
Incredibile successo per l’interessante dibattito che ha registrato circa 27mila accessi in tre ore.

Ad introdurre Debora, strategist marketing del gruppo, che ha illustrato alcuni punti essenziali per l’economia del territorio “che deve avere una promozione a livello regionale, da qui la necessità di unirsi tra comuni”. Inoltre sottolinea la necessità di velocizzare i protocolli sanitari per le riaperture.
“Trasformare il turismo in industria – continua – e per farlo bisogna trovare un rappresentante del turismo in parlamento che rappresenti le dovute istanze per esempio in materia di infrastrutture, viabilità, concessioni”.


GLI INTERVENTI DEI SINDACI

In partenza Fabrizio Piccioni, primo cittadino di Misano Adriatico, fa una riflessione sui dati ‘confortanti’ registrati, “ciò non vuol dire che non siamo fuori pericolo, ma possiamo lanciare velocemente, con sicurezza, la nuova stagione – spiega- e per poter partire abbiamo bisogno dei protocolli, di regole, sono gli operatori a chiederceli”. E conclude: “Dobbiamo raccontare la Romagna in tutta la sua interezza e mettere insieme il sistema”.

Domenica Spinelli, sindaco di Coriano  nel suo intervento non nasconde la grinta e la voglia di partire, ma “bisogna dimostrare che l’unione fa la differenza”.
E’ convinta che il governo debba mandare liquidità per fermare la disoccupazione anche perchè “nell’entroterra non abbiamo mollato, ma alcuni preferiscono investire per aprire il prossimo anno”. La stoccata non manca: “Dobbiamo operare insieme, in un territorio senza giacchette politiche, ma solo quelle del buon senso con l’unica preoccupazione di non spegnere le nostre città, i sindaci sono tutti importanti e hanno le stesse dinamiche, non bisogna essere autocelebrativi”. 

A seguire Mariano Gennari, sindaco di Cattolica, si dice pronto a partire così come gli imprenditori cattolichini, che hanno voglia di accogliere questa scommessa. “Abbiamo fatto una grandissima fase uno, la politica ha pagato, senza guardare le giacchette” riprendendo la sindaca Spinelli. Sull’opportunità e la necessità di reinventare un nuovo turismo poi ragiona anche con lungimiranza: “Dobbiamo dare opportunità diverse anche per le prossime stagioni”.

Vivacizza la discussione il sindaco di Riccione, Renata Tosi sbottando subito: “Non è tutto bello, i nostri imprenditori erano pronti a mettersi in gioco, ma se oggi è il 12 e dobbiamo aprire il 18, lavoreremo anche la notte”. Secondo la Tosi i problemi sono rimasti ancora sul tavolo, citando la questione della Tari e dei test sierologici.  Poi la polemica ai colleghi: “Non possiamo fare la guerra tra reucci del territorio: abbiamo bisogno che questa sia terra di  accoglienza,  non c’ e’ grande squadra nel lavoro tra i sindaci della Romagna, dobbiamo comunicare in maniera professionale, non c’è nemmeno una capanna di comunicazione. Non dobbiamo riempirci di belle parole, alla guerra tra i territori non ci sto”. Bisogna riaprire le regioni incalza Tosi perché “solo l’economia ci regala lavoro”.

“A Tosi rispondo che abbiamo bisogno di empatia e solidarietà” così Giampiero Piscaglia, assessore cultura del comune di Rimini, intervenuto in vece del sindaco Andrea Gnassi. Sulla necessità di creare un’ industria del turismo ragiona sul fatto che “non c’è un approccio di cultura industriale nel settore dell’intrattenimento, dato che il turismo non è stato affrontato mai correttamente nei tempi”. Per ciò che riguarda i tagli alle tasse fatti dall’amministrazione ammette: “Faremo un buco colossale, ma la nostra parte l’abbiamo fatta. Ci mettiamo anche la faccia come città d’arte, con visite guidate, mostre e tutto il patrimonio recuperato. Pensiamo anche a reinventare la Notte Rosa”.

Ad intervenire  è poi Gianluca Vincenzi , primo cittadino di Gatteo Mare che evince una grande mancanza, quella di una rete tra comuni per fare azione. “Subiamo carenza di certezze, di informazioni, ci si rivolge ai sindaci, ma molto spesso non siamo messi in grado di farlo”. Ci sono operatori virtuosi e travolti dall’incertezza a cui “difficilmente potremmo concretizzare aiuti dall’amministrazione. Non ci tiriamo indietro, siamo romagnoli e siamo sindaci e faremo la nostra parte”.

“Il nostro territorio, che si basa sull’economia turistica, è quello più colpito a livello nazionale”, ne è consapevole Matteo Gozzoli, sindaco di Cesenatico, consapevole che “siamo tutti sulla stessa barca, ecco che occorre far leva su altri temi e avere una visione unita di Destinazione Romagna”. E’ necessario per Gozzoli pensare a una rigenerazione urbana che veda spazi più ampi, lungomari con progetti più vivibili e un piano strategico unico per organizzare le spiagge.

Sulla necessità di rigenerare il turismo è convinto anche il sindaco di Bellaria Igea Marina Filippo Giorgetti e per far ripartire il sistema  parla di un ‘turismo safe’ con protocolli e regole chiare, ma semplici perché “non siamo ospedali, ma realtà ricettive”. Il timore per Giorgetti è che i flussi turistici si spostino verso altre mete, ecco che sollecita la riapertura internazionale. “Siamo sempre ripartiti, dal terremoto, dalle mucillagini, ce la faremo, ma lo Stato ci aiuti. Sospendiamo la burocrazia”.

A concludere gli interventi dei sindaci, il primo cittadino di San Leo, Leonardo Bindi che, come i suoi colleghi chiede meno cabine di regia e più buon senso. Citando Umberto Eco, secondo cui il borgo leontino era la più bella città con una rocca e due chiese, auspica a un turismo sicuro, con tutte le sanificazioni possibili e un albergo diffuso. Parla poi di una rivoluzione liberale: “Ci vuole un pizzico di ‘deregulation’, detassazione sul suolo pubblico, piani regolatori rivisti e una no tax area per le zone dell’appennino”.


LE RIFLESSIONI DEGLI IMPRENDITORI

Nella seconda parte dell’incontro si è dato spazio alle domande e proposte dalla pagina Facebook, a rispondere Andrea De Luigi , Monica Bilancioni, Roberto Rinaldi
Stefano Bagli,
imprenditori e parte integrante del gruppo.
Per tutti è evidente che il ritardo del finanziamento alle imprese è un favore alla criminalità organizzata, soprattutto nel settore alberghiero e della ristorazione. “Gli operatori non stanno chiedendo qualcosa di più – dice Bilancioni - solo liquidità per sostenere la stagione, senza burocrazia”. Con l’osservatorio sulla criminalità organizzata si lavora con le associazioni di categoria e questo episodio covid è un acceleratore, l’unica soluzione è fare rete.

Si parla di soluzioni e una la propone Valeria Gabrielli, Presidente dell’istituto tecnico per il turismo “Marco Polo” di Rimini : “Valorizzare la propria identità, puntare sulla globalità e sull’ appartenenza al territorio. Il turismo e la cultura sono un binomio inscindibile” E propone stage estivi per i ragazzi che “sono esperienze fondamentali per crescere e valorizzarsi, saper individuare la crescita nella difficoltà”.