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Decreto Rilancio, consiglio dei ministri oggi pomeriggio: le sollecitazioni di Bonaccini

Ospite della trasmissione Otto e Mezzo ha fatto un lungo elenco di questioni ancora sospese

Attualità Nazionale | 08:16 - 13 Maggio 2020 Stefano Bonaccini ospite di Lilli Gruber a Otto e Mezzo ieri sera Stefano Bonaccini ospite di Lilli Gruber a Otto e Mezzo ieri sera.

Arriva con un preoccupante ritardo la sottoscrizione del nuovo decreto Rilancio da parte del Consiglio dei ministri, in programma mercoledì pomeriggio: fino ad allora non ci sono ancora certezze rispetto alle misure che saranno adottate per entrare nel vivo della seconda fase della gestione dell'emergenza Coronavirus. E questo sta creando rabbia, rassegnazione, insoddisfazione.

Così il presidente della Regione Emilia-Romagna ma anche della conferenza della Regioni, il governatore Stefano Bonaccini è tornato di nuovo in televisione per sottolineare alcuni punti fondamentali di cui tenere conto, possibilmente entro tempi brevi. In tv più ora che nella campagna elettorale di appena sei mesi fa, ha posto l'accento su molti tipi, primo fra tutti quello dei protocolli, che «vanno sottoscritti dalle forze sociali, anche se ancora non li abbiamo visti da parte del Governo», commenta durante l'intervista di Lilli Gruber per Otto e Mezzo su La7. «Noi in Emilia-Romagna i protocolli li abbiamo già discussi e sono pronti, mi auguro quindi che il Governo permetta anche un'applicazione coerente con le questioni territoriali».

Deciso che il 18 maggio si potrà tornare a passeggiare in spiaggia, «vediamo se gli stabilimenti balneari saranno pronti ad aprire. Vogliamo vedere i protocolli Inail, perché se questi sono gli impedimenti alla ripartenza è chiaro che bisognerà discuterne urgentemente nelle prossime ore».

La curva epidemiologica è tenuto sotto costante osservazione e il presidente si dice pronto a stringere di nuovo le maglie qualora fosse necessario, forte dell'esperienza di Medicina che è diventata zona rossa dalla sera alla mattina per proteggere la popolazione dall'esplosione del focolaio.

Più cauto della sindaca di Riccione Renata Tosi sulla riapertura dei confini territoriali, Bonaccini sostiene che «è che non vi sia ancora mobilità tra le regioni se non per ragioni di lavoro, salute o necessità, anche per evitare che mentre si comincia a riaprire qualcosa non diamo il senso che si ritorna esattamente alla vita di prima».

Il problema della cassa integrazione in deroga scaricato dalle Regioni all'Inps e viceversa va «preso in carico tutto dall'Ente previdenziale, che deve trovare modi più facili per arrivare far arrivare il trasferimento direttamente in busta paga a quei lavoratori cui da troppe settimane, ormai da mesi viene detto che gli arriva una continuità di reddito e invece non la vedono». 

E infine una citazione a Rimini: «Nel 1945 Rimini era la città più bombardata d'Italia, la più rasa al suolo, erano nella massima povertà, non c'è il mare della Sardegna e dei Caraibi eppure si sono inventati con l'ospitalità, la voglia di lavorare una delle industrie turistiche più belle al mondo». (f.v.)