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Cattolica vince contenzioso da 7 milioni di euro con Banca Nazionale del Lavoro

"Gli unici ad aver percorso i tre gradi di giudizio portando in fondo il contenzioso", spiegano da Palazzo Mancini

Attualità Cattolica | 15:47 - 12 Maggio 2020 Palazzo Mancini, municipio di Cattolica Palazzo Mancini, municipio di Cattolica.

Una vicenda che vedeva opposti Palazzo Mancini e Banca Nazionale del Lavoro: la sentenza premia l'amministrazione comunale di Cattolica, che in una nota evidenzia: "Gli unici ad aver percorso i tre gradi di giudizio portando fino in fondo il contenzioso". Il contenzioso, definito con sentenza favorevole al Comune di Cattolica, ha permesso la rescissione di un vincolo contrattuale, senza i costi di uscita che erano pari a diversi milioni di euro, che altrimenti sarebbe durato fino al 2025. Le sezioni Unite della Cassazione si sono espresse in favore dell'Ente pubblico riguardo a tre contratti sui derivati del 2003/04. L’annullamento in autotutela da parte del Comune di Cattolica dei contratti stipulati aveva portato ad un contenzioso di circa 7 milioni di euro.

Sin dal principio la difesa del Comune si è fondata sull'irregolarità delle modalità contrattuali all’interno della Pubblica Amministrazione. In particolare, si è sostenuta la tesi della carenza di poteri in capo al Dirigente del settore finanziario (firmatario dei contratti derivati) in assenza di una previa deliberazione del Consiglio Comunale. La sentenza riconosce il principio per cui i contratti che prevedono un “premio di liquidità” da incassare al momento della stipula (c.d. up-front) essendo “collegati ex lege” ai rapporti debitori sottostanti, costituiscono una “forma di indebitamento”, e devono quindi essere trattati come tali, sia dal punto di vista delle procedure amministrative, sia dal punto di vista contrattuale.