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Ripristinare l'oasi di Torriana Montebello: il caso in Regione

Consigliere M5S Piccinini chiede all'esecutivo regionale di ascoltare le ragioni degli ambientalisti locali

Attualità Valmarecchia | 13:44 - 12 Maggio 2020 L'oasi Torriana-Montebello L'oasi Torriana-Montebello.

"L'Oasi di Torriana Montebello nella Valmarecchia, nel riminese, non ha mai potuto contare su un Piano di gestione della fauna selvatica, peraltro obbligatorio sul piano normativo, e ha così visto nel tempo un progressivo incremento della presenza di cinghiali". Lo afferma Silvia Piccinini (M5s) in un'interrogazione alla Giunta in cui chiede di "utilizzare, non solo nell'Oasi ma anche nelle aree protette, metodi ecologici per il riequilibrio della specie ed escludere il ricorso alla tecnica della braccata".

Per contenere la popolazione di cinghiali, come spiega il consigliere, la Regione avrebbe deciso infatti di ridurre l'estensione dell'Oasi e aprire alla caccia "in un territorio che era protetto da quasi trent'anni".  "La reintroduzione della caccia e il ricorso alla tecnica della braccata non sono solo incompatibili con gli obiettivi di tutela della fauna selvatica e dell'ambiente, ma determinano anche gravissimi rischi per la fruizione turistica del territorio e per le attività di educazione ambientale che si sono sviluppate nell'Oasi", chiarisce la capogruppo, che aggiunge come "numerose associazioni ambientaliste del territorio riminese e il Comitato per l'Oasi di Torriana Montebello abbiano già richiesto l'intervento alla Regione per rivedere le decisioni assunte".

Silvia Piccinini, quindi, chiede all'esecutivo regionale di "ascoltare le legittime e motivate proposte degli ambientalisti nel territorio della Valmarecchia, ripristinare l'Oasi di Torriana Montebello nei suoi confini originari ed evitare i ripopolamenti di fauna precedentemente inserita nell'Oasi".