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Pronto il piano della Regione sui test sierologici, no ai test fai da te per i cittadini privati

Sarà necessaria la prescrizione del medico di base. Aumentano i laboratori autorizzati, 5 nel Riminese

Attualità Rimini | 08:56 - 12 Maggio 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.

Il piano regionale sui test sierologici è pronto. Confermato il no al fai da te per i privati cittadini, che potranno sottoporsi al test solo con prescrizione medica e a pagamento (si parla indicativamente di 25 euro per tutte le tipologie di test effettuati, rapido, standard IgC e standard IgM); a carico del sistema sanitario rimane invece il costo dell’eventuale tampone di verifica di positività.

Solo il medico di fiducia può valutare l’appropriatezza dell’esame - che deve essere richiesto dal paziente senza presentarsi in ambulatorio, ma telefonicamente - e quindi decidere l’effettiva necessità di effettuare il test ed il momento opportuno. In questo caso il cittadino entrerà in un percorso strettamente regolato e controllato dal sistema sanitario pubblico, a tutela e garanzia della sicurezza come è stato sin da inizio emergenza. E se il test sarà positivo scatterà da subito l’isolamento precauzionale, in attesa dell’effettuazione del tampone oro-faringeo di verifica, a cura del Servizio sanitario regionale.

Entro fine mese ci sarà l’implementazione dei laboratori privati autorizzati dalla Regione, attualmente 40, con l’autorizzazione ad operare per tutte le strutture valutate positivamente. Ciò per garantire la prosecuzione delle campagne di screening di massa volute dalla Regione. In provincia di Rimini sono attualmente i laboratori autorizzati:

  • Nuova Ricerca clinica a Rimini
  • Laboratorio di analisi Sistema 2000 a Rimini
  • Casa di cura E. Montanari a Morciano di Romagna
  • Laboratorio Mendel a Misano Adriatico
  • Laboratorio di Analisi Novalab di Novafeltria

Per quanto riguarda le imprese, il Piano conferma la massima semplificazione burocratica. I datori di lavoro che volontariamente decidono di effettuare lo screening sierologico sui propri dipendenti (ad oggi 600 le aziende che hanno fatto richiesta), devono semplicemente comunicare alla Regione l’avvio del programma, indicando il laboratorio scelto tra quelli autorizzati (la lista è costantemente aggiornata a questo indirizzo). Chi ha già fatto domanda, non deve fare ulteriori comunicazioni, se ha già individuato come riferimento un laboratorio autorizzato.

In questo caso, considerando la volontarietà dei programmi di screening nell’esercizio della loro responsabilità d’impresa, nonché a supporto del riavvio delle attività, i datori di lavoro si fanno carico di tutti i costi, compreso l’eventuale tampone.

Sotto il profilo tecnico il Piano stabilisce che la verifica dello stato immunitario possa essere condotta con una sola delle due tipologie presenti, test sierologico rapido (pungidito) o test sierologico standard (con prelievo venoso), senza la necessità di conferma con secondo test.

Ad oggi sono stati effettuati oltre 87 mila test sierologici sul personale sociosanitario dei centri residenziali e semiresidenziali (compresi i centri diurni per disabili) e per le categorie a rischio (forze dell’ordine, vigili del fuoco, volontari, polizia penitenziaria...), a cui ne seguiranno altri due a 15 giorni di distanza. 

Sul totale, il 5,2% è risultato positivo agli IGG, il 2,9% agli IGM e il 2,1% ad entrambi gli anticorpi. Il successivo tampone ha confermato la positività al 45% di chi era risultato positivo agli IGG (2010 persone), al 45% che era risultato positivo agli IGM (1.147 persone) e al 61% di chi era risultato positivo ad entrambi gli anticorpi (1.105 persone).