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Covid-19, Gnassi all'attacco: "Anas non fa i cantieri, Inps non dà soldi, governo fa solo promesse"

Il sindaco di Rimini attacca l'esecutivo e chiede sostegno alle imprese e al turismo

Attualità Rimini | 16:40 - 10 Maggio 2020 Sindaco Andrea Gnassi davanti al Comune Sindaco Andrea Gnassi davanti al Comune.

Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi sollecita il governo a intervenire per sostenere l'economia e il settore turismo. Il passaggio dalla zona rossa per l'emergenza Covid-19 alla zona rossa per crisi economica e tenuta sociale è la principale preoccupazione espressa del primo cittadino: "Al 10 maggio la liquidità e il sostegno al credito per le imprese sono pari alla zero. La cassa integrazione più o meno anche, e quella in deroga ancora nessuno la ha vista. Le mancate entrate per i comuni superano e di molto anche i 5 miliardi di euro ipotizzati un mese fa come fondo risarcitorio da destinare ai comuni. Ma i comuni devono continuare a pagare i servizi per le persone, i servizi sociali", evidenzia Gnassi. Una situazione quindi che colpisce tutti: gli imprenditori, i lavoratori, ma anche i cittadini e le casse del Comune. La perdita di introiti dall'imposta di soggiorno è stimata tra il 65% e l'80%, per il Comune di Rimini circa 40 milioni di euro. "La dico con brutalità: dopo 3 mesi e la fase 2 davanti francamente chi amministra le città non ne può più di annunci di esponenti del Governo. I comuni, Anci, UPI hanno fatto proposte reali al governo, sui bisogni di lavoratori e imprese. Il conflitto tra regioni e governo invece si scarica sui comuni", accusa Gnassi. Come il governatore regionale Bonaccini, il primo cittadino di Rimini attacca i ministri che hanno espresso "la necessità di un nuovo centralismo statale". Nel dettaglio: "decidiamo tutto da Roma. E invece di prendere come esempio virtuoso la regione Emilia Romagna che al contrario coinvolge nelle scelte territori e comuni in modo strutturale e istituzionale, anche noi e la nostra regione rischiamo di essere travolti da scelte inadeguate e fuori tempo massimo, prese senza un ascolto e coinvolgimento fattivo. Nessuno più dei sindaci sa che si sta affrontando il mai visto prima, che tutti i governi, compreso quello italiano si trovano a gestire uno scenario difficilissimo", evidenzia il primo cittadino, che chiede ai ministri e vice ministri "di non avere la spocchia quando i comuni esprimono proposte". E mentre i Comuni si adoperano per assistere i cittadini (esempio il bonus alimentare gestito con efficacia), "Anas non fa i cantieri e l'Inps non dà i soldi", nel silenzio del Governo. Non ci sono neppure provvedimenti per snellire la burocrazia: sia a favore dei cittadini, sia a favore delle amministrazioni regionali. Anche sul versante del turismo manca il coinvolgimento strutturale e diretto dei territori, mentre da Roma arriva "l'ennesimo schiaffo", cioé "da un lato annunci, tv e social, dall’altro invece il rifiuto di assumere un provvedimento unitario e omogeneo su tutto il territorio italiano per ciò che riguarda lo slittamento di tasse e tributi". Solo promesse, quindi. Gnassi sollecita interventi diretti e concrete risposte agli operatori del territorio: piani straordinari di sostegno, ma anche la proclamazione degli stati di emergenza per le aree del paese colpite dal dramma sanitario, economico e sociale.