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Più tavoli all'esterno dei locali, muro della Soprintendenza: "I Comuni intervengano"

L'appello di Gianni Indino della Confcommercio: "Stiamo camminando sulle rovine delle nostre aziende"

Attualità Rimini | 14:45 - 08 Maggio 2020 Gianni Indino Gianni Indino.

L'amministrazione comunale di Rimini, così come i sindaci di altre città, vogliono concedere ai titolari dei pubblici esercizi aree di suolo pubblico, in modo gratuito, per ampliare le proprie attività, ovviando alla perdita di coperti interni a causa delle norme sul distanziamento sociale. Ma allo stesso le Soprintendenze intervengono con procedure onerose e complesse, tra documentazione da produrre, autorizzazioni preventive con il rischio di dinieghi e sanzioni che spaventano gli imprenditori stessi, il tutto non per costruire opere, ma aggiungere semplicemente tavoli e sedie.

Dopo l'allarme lanciato dal consigliere comunale della Lega Marzio Pecci, si fa portavoce delle preoccupazioni degli addetti ai lavori il presidente di Confcommercio Gianni Indino, che chiede alle amministrazioni locali e a quella regionale di mettere da parte la diplomazia e intervenire con decisione contro le soprintendenze. Altrimenti dovranno essere attivati il governo e il Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo a cui la Soprintendenza fa capo.

"Stiamo camminando sulle rovine delle nostre aziende e aspettare i tempi della burocrazia per molte di loro sarebbe una sentenza di chiusura - rileva Indino in una nota - non vogliamo una deregulation totale, sia chiaro, ma non vogliamo nemmeno impantanarci in pratiche e valutazioni che richiedono mesi, in costi aggiuntivi per i bolli e per la scelta di determinati materiali e infine magari in dinieghi sulla base di tutele paesaggistiche che sul nostro territorio, abbiamo già visto, diventano più stringenti che in molte altre parti d’Italia".