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FOTO Rimini Open space, parte la fase uno da viale delle Regine: tavolini al posto dei parcheggi

Ipotesi estensione dell'occupazione del suolo pubblico a tutti gli esercizi commerciali della città

Attualità Rimini | 11:46 - 08 Maggio 2020 Un rendering di come potrebbero Un rendering di come potrebbero.

Il Comune di Rimini sta per avviare la fase uno del progetto "Rimini Open space" per incamminarsi in modo sicuro ed efficace nella fase due della gestione dell'emergenza Coronavirus, quella della ripartenza economica.

Si parte con il progetto pilota da viale delle Regine (situazione omogenea di 5-6 chilometri da Marina Centro a Miramare, che peraltro non necessita del parere favorevole della Soprintendenza, ndc), dove il Comune ha già deliberato la possibilità di dare nuovi spazi gratuiti all'aperto ai pubblici esercizi, in modo da assolvere agli obblighi del distanziamento sociale ampliando i dehor su una porzione extra di suolo pubblico (che verrà concessa senza ulteriore Tosap e con una rimodulazione delle tariffe per l'occupazione del "vecchio" suolo), in una percentuale pari al 50 per cento della somma della superficie interna ed esterna (laddove presente). L'iniziativa è volta a consentire ai titolari degli esercizi commerciali di erogare il servizio di somministrazione di cibi e bevande allo stesso numero di coperti del pre emergenza, permettendo al contempo all'utenza (cittadini ma anche turisti) di accomodarsi in totale sicurezza.

Gli stalli sacrificati saranno recuperati in altre aree di sosta che fanno parte in parte anche dei lavori del Parco del Mare. «L'azione è concreta e immediata perché la stagione sta per partire», sottolinea l'assessora alla mobilità Roberta Frisoni, «la nostra intenzione è che questi interventi possano essere estesi gradualmente in tutto il resto della città. Confidiamo che l'incidenza sul tema della sosta sarà marginale, se non nulla».

L'area andrà delimitata da fioriere ed elementi di arredo, anche per dare decoro ai viali. Ai titolari degli esercizi commerciali basterà presentare un'autocertificazione, senza scomodare tecnici e spendere in planimetrie. Per fare spazio a questo progetto saranno estese le cosiddette Zone 30.

«Il tema dell'autorizzazione della Soprintendenza diventerà centrale nel momento in cui il progetto arriverà a riguardare il centro storico», sottolinea l'assessore Jamil Sadegholvaad, «l'iter autorizzativo dell'ente può arrivare a 120 giorni, ma sappiamo che ci sarà la massima collaborazione nel dare autorizzazioni in tempi ben più celeri, altrimenti si arriva a settembre». Se l'ampliamento riguarderà ad esempio piazza Cavour o Tre Martiri non dovranno esserci pedane a terra, fioriere, quindi il concetto è della massima ariosità dell'ambiente per tavolini e strutture. «Dalla presentazione del progetto a oggi abbiamo ricevuto una miriade di richieste, siamo stati letteralmente sommersi e ce ne aspettiamo a decine».