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AUDIO Tanti auguri Croce Rossa: nella giornata mondiale il comitato di Rimini celebra 133 anni

Attiva fin dal 1887 quando ancora era sottocomitato di Forlì, alle prese con sempre nuove emergenze

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Attualità Rimini | 08:11 - 08 Maggio 2020 Foto di gruppo dopo le attività della festa di San Gaudenzo a Rimini Foto di gruppo dopo le attività della festa di San Gaudenzo a Rimini.

di Francesca Valente

Rita Rolfo fa parte della Croce Rossa Comitato di Rimini da più di 20 anni: da sempre referente per la formazione, nel 2014 è diventata vicecommissaria, poi è stata vicepresidente e dal 21 febbraio (sì, di quest'anno), presidente. Un «battesimo di fuoco» come le piace soprannominarlo, visto che è arrivato proprio nel giorno in cui in Italia si è registrata ufficialmente la prima persona - italiana - contagiata da nuovo Coronavirus.

Un'emergenza che sta mettendo alla prova anche il volontariato meglio organizzato e più esperto, quello di un comitato attivo fin dal 1887 sotto l'egida dell'allora comitato di Forlì, con una sede sorta dopo il 1958 su di un terreno donato dal Comune e costruita grazie alle donazioni della Cassa di risparmio. «Le prime attività erano prettamente sanitarie, anche perché all’epoca non c’era ancora il trasporto sanitario, quello che poi diventerà il servizio del 118», racconta la presidente, «negli anni Settanta-Ottanta anche noi abbiamo preso parte agli interventi per le grandi emergenze, tant'è vero che il presidente della Repubblica Giovanni Leone ci indirizzò un ringraziamento personale per il lavoro compiuto».

Negli anni Ottanta anche la Croce rossa riminese si è strutturata meglio con la formazione dei volontari del soccorso per le attività di ambulanza, trasporto infermi, pronto intervento. «Ciò che ci contraddistingue è la presenza capillare su tutto il territorio nazionale, per non parlare del riconoscimento istituzionale che abbiamo ottenuto in particolare qui a Rimini, una strategia fondamentale per agire meglio a favore di tutte le marginalità e per non cadere nell'autoreferenzialità».

Rolfo prosegue: «Anche noi ci siamo evoluti con attività di protezione civile e aiuto sociale, ci siamo professionalizzati e siamo cresciuti, fino ad oggi in cui seguiamo gli obiettivi strategici nazionali dell'Agenda 2020-30. Il senso di esserci dove c'è bisogno fa parte da sempre del nostro dna», messo in circolo l'8 maggio 1864 a Milano, data di nascita del fondatore della CR mondiale Henry Dunant.

Anche per la Cri di Rimini i bisogni sono aumentati e acuiti con l’emergenza sanitaria, che ha fatto crollare i casi bordeline in situazioni di vera e propria necessità. «Non parliamo solo di famiglie o persone che hanno perso il lavoro in questi mesi ma anche di vulnerabili da sempre, come le sex workers, i senza dimora, che in una situazione del genere vengono ancora più isolati, nonostante continuino ad avere bisogno di aiuto».

Tra le molte cose di cui si occupano i volontari della Cri riminese c'è la distribuzione dei pasti, triplicata dall'inizio dell'emergenza, il coordinamento del servizio di Pronto farmaco, la distribuzione di tablet e mobile device per permettere agli anziani di dialogare con i loro cari dalle case di riposo, la gestione dei trasporti secondari per conto dell'Ausl all'ospedale Infermi (un'attività che in condizioni normali rappresenta una delle maggiori entrate dell'organizzazione di volontariato).

Un'attività coordinata da decine di volontari, esplosi con il fenomeno del volontariato temporaneo lanciato dalla Cri nazionale che ha permesso, anche a Rimini, l'arrivo di oltre 200 persone.

«Tutto quello che facciamo lo paghiamo con il nostro lavoro, non siamo sostenuti a livello pubblico. In questo periodo abbiamo avuto contrazione delle richieste di trasporto sanitario: non abbiamo altre entrate all’infuori dei nostri servizi, che costano meno ma che ci aiutano a operare». Un'iniziativa per poter sostenere anche la Croce rossa riminese in questi giorni è acquistare una begonia per la festa della mamma: è anche possibile prenotarla e pagarla in anticipo in modo da farla consegnare alla persona casa.

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