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VIDEO Parrucchieri ed estiste hanno un diavolo per capello: "Dimenticati nella fase 2"

Il settore benessere spinge per un allentamento delle misure restrittive. Bonaccini propone di riaprire il 18 maggio, se la curva epidemiologica non si alzerà nuovamente

Attualità Novafeltria | 06:49 - 08 Maggio 2020

di Monia Sebastiani

“Eh Giovanni, nemmeno io vado dal barbiere. “
Al tempo fece ridere mezza Italia, il fuorionda del Presidente Mattarella che, durante una registrazione del messaggio al Paese per l’emergenza Corona Virus, ebbe un siparietto con il portavoce che gli suggeriva di sistemarsi il ciuffo.
Al tempo.
Perché ora, a distanza di un mese, le cose sono cambiate.  Non fa sorridere nemmeno Conte, che sostiene di tagliarsi i capelli da solo.
Se, da un lato, è comprensibile e condivisibile, l’atteggiamento che il Governo ha deciso di adottare per tutelare la sicurezza dei cittadini, dall’altro in molti sii domandano perché un settore che, già da tempo adottava misure di sicurezza ad hoc, debba rimanere bloccato.
Parrucchieri ed estetiste sono stanchi di aspettare. Le entrate sono congelate a quel lontano 10 marzo, in cui tutto lo stivale si è fermato.
Entrate bloccate. Uscite no. 
Perché se ad alcuni/e è stata data la possibilità di dilazionare i pagamenti (affitto, fornitori) per altri la questione è più complessa.
Marina Guidi, del centro estetico “Il Bello dell’Essere” a Pietracuta (RN) dice che la situazione è per lei insostenibile ormai. “Stiamo andando avanti con la pensione di mia mamma” afferma con una, ovvia, punta di rammarico.
In molti si dicono pronti alla possibile riapertura anticipata che il Presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha proposto proprio nei giorni scorsi.
Sara Mengozzi, del centro estetico “Essenza” di Novafeltria, afferma che lei, come molte altre  sue colleghe estetiste, già da tempo, da molto prima che il Covid “rubasse” le nostre vite, “adottavamo comportamenti in linea con quelli che il Governo suggerisce, ormai, a tutti. Noi lavoriamo con le mascherine, disinfettiamo tutto tra una cliente e l’altra. E procediamo solo su appuntamento”
Alessandro Sabba, titolare di un'attività trentennale, ci racconta di come sta gestendo la situazione. "Noi siamo pronti. Mascherine, disinfettanti vari ed eventuali, distanze. Aspettiamo il via. Incrociamo le dita"
La possibilità di allentare le misure restrittive nei confronti del comparto in questione, è stata paventata anche da Giuseppe Conte. Proprio in questi giorni, il Presidente del Consiglio, ha dichiarato che, qualora la curva epidemiologica continuasse a scendere, estetisti e parrucchieri, così come massaggiatori, tatuatori e tutti coloro che operano in ambiti affini al benessere, potranno aprire il 18 maggio.
Sulla questione è intervenuta anche Confesercenti Immagine e Benessere Rimini, che ha sottolineato il rischio, per molte imprese, di non aprire più.
In molti chiedono di poter riaprire su base territoriale. Molte regioni segnano in pagella zero contagi. O pochi di più. E spingono, comprensibilmente, verso un “cessate il lock-down” immediato.
Quello che sarà il futuro per questo settore che, come quello del turismo e della ristorazione, rappresentano il fiore all’occhiello della nostra penisola, non è dato saperlo. Ma possiamo e vogliamo senz’altro dar voce a chi, in questi giorni così grigi, cerca di dare una pennellata di colore utopica, non potendo farlo sui capelli, ed essere ottimista.
Abbiamo raccolto le testimonianze di alcuni piccoli imprenditori del nostro territorio, che ci raccontano come stanno vivendo questa situazione.