Mercoledý 27 Maggio03:48:40
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Fase 2: una lunga traversata nel deserto per negozianti e ristoratori

La posizione di Confcommercio Cattolica: "Serve azzeramento tasse locali per tutto il 2020"

Attualità Cattolica | 15:40 - 07 Maggio 2020 Saracinesche rialzate anche a Cattolica Saracinesche rialzate anche a Cattolica.

Al dibattito sulla Fase 2, post emergenza sanitaria, partecipa Giacomo Badioli, presidente Confcommercio Cattolica, che annuncia: «Al netto di prudenza e rispetto di nome di prevenzione e distanziamento, negozi e pubblici esercizi di Cattolica, riaprono e riapriranno, altrimenti la Regina non riprenderebbe la sua vita sociale ed economica, senza le nostre saracinesche alzate». In agenda ci sono due date: 18 maggio e 1 giugno. Ma fondamentale, per gli operatori economici, capire non solo quando, ma anche come riaprire. «Saranno aiuti e sostegni finanziari e fiscali, prospettive economiche e di mercato, a segnare la ripartenza. Soprattutto, per commercianti e comparto turistico: il cuore di Cattolica e della Romagna», evidenzia Badoli. A preoccupare è da una parte la necessità di garantire il distanziamento, dall'altra la paura del contagio che affligge la popolazione: questo può comportare un netto crollo delle affluenze e degli incassi. Determinante sarà il comportamento corretto delle persone, per evitare nuovi focolai e la ripartenza dell'epidemia: «I comportamenti sbagliati di pochissimi, possono danneggiare moltissimi. È una porta strettissima e commercianti e pubblici esercizi di Cattolica la stanno attraversando. Quest’estate sarà un lunga traversata del deserto». Confcommercio Cattolica chiede immediate linee di credito e veloci finanziamenti a fondo perduto; annullamento, non posticipo, dei costi fissi di Tari, Tasi, bollette gas, luce acqua, imposte locali e nazionali, per tutto il 2020: «Tutti noi commercianti abbiamo sempre onorato in nostri impegni fiscali, tributari, normativi, verso lo Stato e la collettività. Ora è necessario che dell’emergenza economica si facciano carico concretamente anche amministrazioni locali e nazionali. Altrimenti, parlare di fase 2 è inutile».