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Rimini Calcio, Grassi: "domani game-over per la Serie C. Il prossimo anno ci saremo"

Il numero 1 di piazza del Popolo: "Via alle riforme, che dovranno essere subito esecutive"

Sport Rimini | 16:45 - 06 Maggio 2020 Giorgio Grassi Giorgio Grassi.


“Domani sarà il giorno del game over, poi via alle riforme di sistema che dovranno diventare subito esecutive. Ai nastri di partenza della prossima stagione il Rimini ci sarà”. Questi alcuni dei concetti espressi dal presidente del Rimini F. C., Giorgio Grassi, prima dell’assemblea di Lega che domani si riunirà, in video conferenza, in seduta plenaria.

Presidente, cosa si aspetta da un appuntamento che si annuncia decisivo?
“Domani usciremo dalla stanza spegnendo la luce, sarà il giorno del definitivo game over. Una consapevolezza, quella di non essere più in grado di riprendere il campionato, non ci sono le condizioni per farlo, maturata da tempo. Domani si tratterà solo di ratificare il tutto”.

Il consiglio federale di venerdì, invece, è stato rimandato. Un segnale positivo o sarebbe stato meglio confermarlo?
“Un rinvio dipeso dal fatto che ci sono ancora molti elementi di riflessione aperti, troppe incognite, per cui non è stato possibile prendere quelle decisioni che tutti attendono. In questa situazione meglio forse rimandare ancora di qualche giorno, aspettando anche come si muoverà il governo su temi che stanno a cuore a tutti quali, ad esempio, quello della cassa integrazione. Oltre a questo i nodi da sciogliere per la Federazione sono ancora tanti. Come far riprendere la Serie A, come comportarsi nel caso dovesse poi rendersi necessario un nuovo stop, vedere cosa farà poi la Serie B. In questa situazione il compito del consiglio federale non è facile, la situazione è oggettivamente complessa così come è complessa quella del Paese, sotto tutti i punti di vista”.

Negli ultimi giorni si è parlato dell’ipotesi di una Serie B a 40 squadre e una C non professionistica. Cosa ne pensa?
“E’ tutto possibile. Bisognerebbe però spiegare da dove arriverebbero i soldi per questo secondo girone, un girone equiparato al primo e che dunque dovrebbe avere la stessa capacità competitiva. Anche la natura e la qualità della Serie C, a 60 squadre, a 40? Come sarebbe organizzata? A priori non sono contrario all’ipotesi di una B a due gironi, mi spiacerebbe però la Serie C diventasse un campionato dilettantistico a tutti gli effetti. Sono cose che vanno approfondite e valutate, come dico da tempo, coinvolgendo tutte le parti in causa. L’Aic, ad esempio, cosa ne pensa, dato che molti calciatori perderebbero un certo status? Sicuramente bisogna pensare a qualcosa di diverso per la Serie C, una categoria intermedia, dunque un semiprofessionismo. Il professionismo pieno credo non possa andare oltre le 60 squadre”.

La necessità di riforme strutturali, tema da lei sollevato in tempi non sospetti, è ormai condivisa. Quasi tutti concordano sull’impossibilità di andare avanti con le attuali regole. Visto che i tempi si stanno dilatando, pensa sarà possibile realizzarne almeno qualcuna prima dell’inizio della nuova stagione?
“Oggi, nell’eccezionalità della situazione che stiamo vivendo, non c’è nulla che impedisca al mondo del calcio di fare delle riforme di sistema e di lungo periodo. I tempi che viviamo ci consentono, una volta raggiunta una buona maggioranza attorno agli obiettivi, di decretare che le riforme entrino in vigore immediatamente. Siamo solo al 6 maggio, c’è tutto il tempo per arrivare a una definizione complessiva che abbia forza di legge, nuove regole che possano diventare immediatamente esecutive. L’essenziale è ci sia la volontà. Ripartiamo, ma in maniera sostenibile perchè con le condizioni attuali non è pensabile. Oltre alle difficoltà sollevate in passato, è probabile che almeno sino a dicembre si dovrà giocare a porte chiuse, dunque non potendo contare nemmeno sugli incassi derivanti dai biglietti e soprattutto dagli abbonamenti che per molte società rappresentano una parte importante degli introiti. In questa situazione di che bugdet potremo disporre? Che contratti potremo proporre ai calciatori? Il mondo del calcio è come una piramide, la stessa Serie A non può permettersi che quelli sotto scompaiano sennò il tutto franerà inesorabilmente. Stiamo ragionando in termini di sistema? Sicuramente non è più pensabile i presidenti di C tirino fuori 1,5 milioni a stagione solo per campare”.

Nella prossima stagione il Rimini sarà presente ai nastri partenza?
“Noi ci saremo. Tenuto conto dei tempi, momento più incerto dal punto di vista personale e delle nostre aziende non ci potrebbe essere, e con la coerenza e la trasparenza che ci ha contraddistinti da quattro anni a questa parte, il Rimini ci sarà”.


Sergio Cingolani - Ufficio stampa e comunicazione Rimini F. C.