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AUDIO Casteldelci blinda i confini a metà per proteggere gli anziani: "Rischio paese cimitero"

Vietati per 13 giorni sport, pesca, caccia e raccolta funghi a chi non è castellano: pena 500 euro di multa

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Attualità Casteldelci | 07:54 - 06 Maggio 2020 Una veduta di Casteldelci Una veduta di Casteldelci.

Martedì pomeriggio è comparsa sulla pagina Facebook nel Comune di Casteldelci e nel sito istituzionale il testo di un'ordinanza che ha già fatto molto discutere e ancora lo farà nei prossimi giorni nonostante le motivazioni condivisibili, che fissa fino al 18 maggio una serie di limitazioni che vanno in direzione contraria rispetto all'allentamento della quarantena su tutto il territorio nazionale disposto dall'ultimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte, il tutto per proteggere la popolazione con età media più alta di tutta la regione.

L'ordinanza n. 2 stabilisce infatti il divieto per i non residenti di svolgere qualsiasi attività motoria e sportiva in forma individuale (incluso quindi il giro in bici), di ricerca e raccolta funghi ed di ogni prodotto del sottobosco, di caccia di selezione, di pesca e di tiro con l'arco. E fissa anche un cifra deterrente: la sua violazione infatti è punibile con ammenda fino a 500 euro. L’emissione dell'ordinanza è volta a tutelare nei prossimi 13 giorni la salute di tutti, non solo dei castellani.

Le motivazioni sono contenute nel testo dell'ordinanza: per proteggere la popolazione anziana, per impedire l'arrivo di persone che per accedere ai pascoli sarebbero costrette a manipolare oggetti non sanificati e violerebbero sistematicamente la distanza minima imposta, per l'assenza di personale da assegnare alla vigilanza specifica e infine perché la stagione è quella di un incremento graduale del movimento venatorio e sportivo attorno e dentro al territorio comunale.


L'intervista al sindaco Tonielli


«Sia chiaro, non è una chiusura del Comune di Casteldelci, è un divieto temporaneo per i non residenti di fare alcune pratiche. Questo perché c’è l’articolo 8 dell'ordinanza regionale che purtroppo ricomprende anche certe attività che per noi era necessario distinguere. Dopo ormai due mesi di quarantena se viene precluso a un cittadino della provincia di venire qui a correre o raccogliere funghi non è una grande privazione. L’obiettivo in questo momento è far ripartire il lavoro, se si può aiutare a limitare le questioni di scorrettezza».

Dietro alla scelta ci sono opportune valutazioni conseguenti ad un paio di piacevoli episodi di cronaca recente: «Nel fine settimana abbiamo assistito a un afflusso di gente incredibile nel nostro territorio e questo quando ancora non c’era l’apertura. L'area del lago, che non è ancora stata pulita né sistemata, contava nella domenica almeno cinque gruppi di persone salite fin qui apposta, contro ogni regola. Il mio è il paese con l'età media degli abitanti più alta di tutta l'Emilia-Romagna: ad oggi non abbiamo avuto nessun caso, neanche in isolamento, grazie ai sacrifici dei miei concittadini ma se dovesse arrivare il virus, questo diventerebbe un paese cimitero».
Altro episodio spiacevole ha coinvolto una delle due attività produttive del paese: «Quattro persone non residenti si sono presentate dal nostro fornaio senza mascherine e senza rispettare la coda, hanno comprato da magiare e si sono messe fuori a fare pic nic. Capite bene che non possiamo permetterci questo tipo di sgarri».

Casteldelci conta meno di 400 abitanti, copre una superficie di 50 chilometri quadrati e confina con Pennabilli e Sant'Agata Feltria nella provincia di Rimini, con quella di Verghereto nella provincia di Forlì-Cesena ma anche con Badia Tedalda e Sestino in quella di Arezzo (Toscana).  I Comuni adiacenti dovranno prontamente attrezzarsi, soprattutto i due aretini che rappresentano un'isola all'interno del Riminese.

«A Badia Tedalda ci sono stati 37 stati contagiati tra cui anche qualche decesso», conclude il sindaco Tonielli, «la mia solidarietà al collega Alberto Santucci per la situazione difficile che ha dovuto gestire in un Comune che conta un migliaio di abitanti e che ha avuto in proporzione un numero di infetti superiore a quello di Novafeltria. Sono fiducioso che i cittadini dei rispettivi territori abbiamo capito le difficoltà e le reponsabilità reciproche che abbiamo gli uni nei confronti degli altri».

Anche il Comune di Verghereto ha emesso un'ordinanza simile, «vista la situazione complessiva, del Comune come del resto d'Italia, vuole cercare di tutelare al massimo la popolazione della piccola comunità (1800 abitanti ca.)». Il discorso si limita a raccolta funghi, tartufi, prodotti del sottobosco, caccia di selezione, equitazione, tiro con l'arco, attività motorie (comprese le passeggiate), che fino al 18 maggio saranno consentite soltanto ai residenti. «Non me ne voglia chi non abita da noi, ma per la tipicità e delle nostre raccolte, per le zone di concentrazione, come il Fumaiolo, le sorgenti del Tevere o alcune aree con i cosiddetti prugnoli», spiega il sindaco Enrico Salvi. «Sono territori talmente piccoli che la sicurezza delle persone non potrebbe essere garantita».

Francesca Valente

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