Mercoledý 27 Maggio17:32:43
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

In un mese i freschi costano anche il 4,9 per cento in più, la denuncia di Federconsumatori

L'appello dell'associazione regionale alla Regione: "Potrebbe diventare strutturale, agire subito"

Attualità Rimini | 10:54 - 05 Maggio 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.

Dal dato di previsione dell'inflazione nazionale di aprile pubblicato dall'Istat, Federconsumatori Emilia-Romagna è stata attirata da un dato su tutti, quello dell'inflazione tendenziale dei prodotti alimentari, in particolare i freschi, con un incremento anche del 4,9% contro il 0,7% generale. Un dato molto diverso anche quello del cosiddetto “carrello della spesa” che con aprile sale di un pesante 2,8%.

Già dagli aumenti del mese precedente, seppur contenuti, Federconsumatori Emilia-Romagna aveva avanzato la richiesta di blocco dei prezzi nelle catene della grande distribuzione organizzata. Il dato di aprile chiarisce che «i nostri timori erano più che giustificati, e che la nostra sollecitazione meritava ascolto. L'enorme crescita dei prezzi dei prodotti freschi, carne, pesce, ed in particolare frutta e verdura, è dovuta alla riduzione da parte della distribuzione della promozionalità, all'assenza di concorrenza tra insegne, anche legata ai limiti nella mobilità del consumatore, alla chiusura per diverso tempo dei mercati all'aperto e degli spacci contadini».

Non mancano poi «le speculazioni nella filiera (produttori, grossisti, dettaglianti) in un momento in cui nulla giustifica l'incremento dei prezzi, se non la volontà di aumentare i profitti. Il livello di produzione è migliore di quello degli anni passati, il costo del trasporto si è ridotto, quello del lavoro non è mutato. Cosa succederà ora che il consumatore riprende la mobilità commerciale anche fuori dal proprio Comune?», si chiede Federconsumatori, «il vistoso incremento di prezzo dei prodotti alimentari potrebbe non rientrare e diventare strutturale. Il mercato potrebbe non autoregolarsi, anzi potrebbe iniziare un fenomeno di innalzamento dei prezzi generalizzato».

Per questo l'associazione chiede con forza al presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini di avere un ruolo decisivo anche su questo tema. «È indispensabile l'apertura di uno stringente confronto trai soggetti in campo, di iniziative legislative originali, di una azione generale per il bene comune».