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Fiera del Tartufo e Sagra della Polenta: organizzatori confermano, ma tante incognite

Incerti i tradizionali appuntamenti in Alta Valmarecchia: "Difficile rispettare il distanziamento in una fiera"

Attualità Valmarecchia | 07:21 - 03 Maggio 2020 Stefano Lidoni "annusa" un tartufo bianco. In gallery Cesare Bianchi con il sindaco Stefano Zanchini Stefano Lidoni "annusa" un tartufo bianco. In gallery Cesare Bianchi con il sindaco Stefano Zanchini.

Secondo un'indagine condotta dalla riminese Blu Nautilus, il 75% degli intervistati è propenso a tornare a fiere, sagre e mercatini. Non ci sono però certezze sul fatto che il prossimo autunno possano tenersi le tradizionali sagre che animano il nostro entroterra. «Al momento abbiamo confermato alla Provincia di Rimini gli appuntamenti della Fiera Nazionale del tartufo bianco pregiato e del Paese del Natale, ma purtroppo non abbiamo alcuna certezza, né sul fatto che sia concesso organizzare queste manifestazioni, né sugli accorgimenti da assumere», spiega Stefano Lidoni, presidente della Pro Loco di Sant'Agata Feltria, che sollecita quindi un intervento del Governo, anche perché «siamo già in ritardo, in genere in questo periodo avevamo già portato avanti la pianificazione per la Fiera Nazionale del tartufo bianco pregiato». Tuttavia il presidente della Pro Loco, che annuncia l'annullamento dell'edizione 2020 dell'evento estivo "Storie del medioevo", non nasconde una forte preoccupazione: «Noi vogliamo fare le nostre manifestazioni, ma alla fine, con le norme del distanziamento sociale, credo sia impossibile organizzare una fiera. Le persone non possono entrare un po' alla volta, non possiamo mettere le transenne. Così, un evento del genere è impossibile». Anche da Perticara sono pronti a organizzare il tradizionale evento autunnale, la Sagra della polenta e dei frutti del sottobosco, che a settembre taglierebbe il traguardo della 34esima edizione: «Se c'è la possibilità, ci organizzeremo per garantire lo svolgimento della sagra in piena sicurezza», commenta il presidente della Pro Loco, Cesare Bianchi. Che si dice fiducioso sulla risposta delle persone: «Sono convinto che gli amanti delle sagre sarebbero disposti a partecipare, in presenza delle misure di sicurezza», ma proprio quest'ultime sono fonte di preoccupazione: «Non è facile garantire le misure di sicurezze, soprattutto il distanziamento delle persone». Bianchi e Lidoni condividono anche le preoccupazioni per le conseguenze economiche di un'eventuale rinvio al 2021 di tutte le manifestazioni. «Le nostre due manifestazioni di autunno e Natale hanno un indotto di due milioni di euro», evidenzia Lidoni, mentre Bianchi rimarca: «la sagra incide notevolmente sugli equilibri economici del nostro Comune. Dà beneficio a un paese intero, con tutto l'indotto turistico-economico. Lavorano bene bar, ristoranti e gli ambulanti, che poi in questo momento non stanno lavorando. Con il ricavato poi organizziamo altri eventi, diamo contributi alle nostre associazioni, abbiamo abbellito la nostra scuola e la piazza con un nuovo arredo urbano». Le conseguenze economiche potrebbero essere disastrose per tutta l'Alta Valmarecchia, che negli ultimi anni aveva sviluppato un'ottima strategia promozionale del proprio territorio, attraverso questi grandi eventi e attraverso i propri prodotti tipici.