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Il mondo della cultura al tempo di Coronavirus, riapertura di cinema, teatri e musei: ecco le proposte

Massimiliano Giometti: "Mi piace l’idea delle arene". Daniele Gualdi: "Portiamo il teatro nelle corti"

Attualità Rimini | 17:25 - 29 Aprile 2020 Teatri e cinema: il parere di Giometti e Gualdi Teatri e cinema: il parere di Giometti e Gualdi.

Di Maria Assunta (Mary) Cianciaruso

Quando riapriranno cinema, teatri e discoteche? Tardi, molto tardi. Il cinema tornerà dopo l'apertura di parchi archeologici e musei, ovviamente con la distanza di sicurezza tra uno spettatore e l'altro. Ancora più complicato prevedere l'apertura di teatri e concerti per rappresentazioni all'aperto. Le discoteche saranno le ultime a riaprire. Ricostruire il tessuto culturale del territorio, lacerato dallo stop a ogni tipo di manifestazione imposto dalle misure anticontagi è molto complicato. Se dal 18 maggio riapriranno con precauzione musei, mostre e biblioteche, come si stanno organizzando gli esercenti e gli esperti per cinema e teatri?


CINEMA

Il coronavirus ha cancellato il Festival di Cannes e, nel nostro territorio, Cinè, giornate professionali di cinema, e Cinedonna. Di fatto le sale cinematografiche sono chiuse da inizio pandemia.  Ma non si ferma l’ingegno di Massimiliano Giometti, patron dei Giometti Cinema nonostante la filiera sia in ginocchio: «La situazione è drammatica, dietro un film ci sono tutti i “titoli di coda”, tante maestranze, professionisti che ora sono fermi, così come la produzione dopo tutto. L’idea e la speranza è di aprire in autunno».


Sull’ipotesi Drive In Giometti rimane scettico: «A me piace moltissimo, ma, a conti fatti, ha dei costi notevoli. A fronte delle spese per un drive in a livello professionale, sarebbe assurdo proporre un biglietto di 50 euro. Con tutte le associazioni del cinema stiamo lavorando per evitare proiezioni “abusive”, per assicurare che gli eventi cinematografici siano organizzati solo dagli operatori del settore, con dispositivi professionali, anche perché, diversamente, la distribuzione non fornisce i film. Inoltre stiamo cercando di bloccare la Licenza Ombrello® MPLC che consente di proiettare legalmente i film previo accordo con le produzioni. Per quanto riguarda lo streaming, ci sto pensando, sto valutando alcune piattaforme, ma vado col freno a mano tirato perché non è la volontà della distribuzione: se noi esercenti ci affidiamo a questa opzione con lo scopo di fidelizzare il pubblico potremmo rischiare di allontanarlo.
Penso piuttosto alle arene, all’aperto è più facile mantenere la distanza tra le persone, le facciamo da sempre, con afflussi in modo regolato, inoltre aiuterebbero i fruitori in un percorso di riavvicinamento al cinema». Dello stesso parere è Daniele Gualdi, presidente di Riccione Teatro e docente universitario: «In tutta Italia le arene ci sono, all’aperto si garantirebbe la sicurezza, sarebbe un modo per dare la possibilità a chiunque di poter vedere nuovi film, non solo quelli che passano in tv,  riscoprendo anche la dimensione della socialità. La cartina di tornasole per il cinema sarà il Festival del Cinema di Venezia che si terrà in settembre: «Ha numeri enormi, tra accreditati, giornalisti da tutto il mondo, bisogna vedere se parteciperanno, i film proposti saranno probabilmente quelli in corsa a Cannes. Bisognerà garantire la massima sicurezza, contando anche la portata ricettiva di questo festival».


TEATRI

I teatri sono chiusi e dovremo fare a meno a lungo dello spettacolo dal vivo. I danni economici sono enormi, e sono e saranno gravi anche i costi sociali di questa enorme crisi.
Nel frattempo il mondo del teatro sta provando a reagire. Il comparto può partire proprio dall’estate, ne è convinto Daniele Gualdi: «D’estate sarebbe più semplice organizzare spettacoli all’aperto, nelle piazze, nelle corti, con tutte le cautele possibili. Le perdite sono state enormi, è giusto preoccuparsi della ripresa del mondo dello spettacolo, ma non si può prescindere dal discorso sicurezza. Non sarà più possibile avere sale piene ecco perché il discorso degli eventi all’aperto è più fattibile, contingentando gli accessi con tutte le precauzioni del caso. Si darebbe un segnale di ripresa, i cittadini potrebbero fruire di cultura e agli artisti potrebbero lavorare, poi è indiscutibile il fascino di uno spettacolo in una corte storica».


RISORSE DAL GOVERNO

Per quanto riguarda il sostegno ai luoghi della cultura, ai cinema, teatri, etc, il ministro per i Beni culturali e per il Turismo Dario Franceschini ha spiegato di essere voluto partire dai soggetti più deboli: per il 2020 sarà garantita la distribuzione del Fondo unico dello spettacolo e del Tax Credit Cinema che sommati sono quasi un miliardo di euro, anche al di fuori del rispetto obbligato dei parametri per la loro erogazione. Per poterlo fare però serve una norma di legge nel prossimo decreto. Inoltre il ministro ha firmato un decreto da 13 milioni di euro che derivano dalla cosiddetta copia privata che vanno ad autori, artisti, interpreti, esecutori che sono a reddito basso, sotto i 20 mila euro lordi l’anno.