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Spiagge aperte dall'alba a dopo il tramonto, le idee del sindaco di Rimini per aprire in sicurezza

Sono moltissime le ipotesi al vaglio: dagli ingressi a numero chiuso alle barriere di demarcazione

Attualità Rimini | 11:06 - 29 Aprile 2020 Operatori balneari al lavoro a Bellaria-Igea Marina (foto di Alessia Bocchini) Operatori balneari al lavoro a Bellaria-Igea Marina (foto di Alessia Bocchini).

Non sono ancora stati inseriti in un cronoprogramma, sono stati ignorati dall'ultimo discorso alla popolazione del premier Conte, eppure i bagnini e i gestori degli stabilimenti balneari sono al lavoro da giorni ormai per preparare le spiagge, in modo da non farsi trovare impreparati qualora la politica nazionale si ricordi improvvisamente di loro.

Non li ha dimenticati il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, che della centralità del turismo, balneare ma anche culturale, ha fatto il suo cavallo di battaglia. Serviranno regole, le restrizioni saranno molte e andranno tutte rispettate, pena il rischio di un nuovo lockdown nel pieno dell'estate. Così non mancano le ipotesi più variegate, raccolte in un'intervista pubblicata mercoledì mattina sul Resto del Carlino. «Siamo gli unici ad avere una task force con la Regione con esperti di turismo, operatori, autorità sanitarie, epidemiologi, virologi. Lavoreremo su tempo e spazio, riorganizzeremo i servizi in spiaggia con nuove piazze e lungomari come luoghi di socialità dove sarà garantito il distanziamento sociale. Lo stesso si sta facendo per l'ospitalità alberghiera», che ha chiarito l'assessore al turismo regionale Andrea Corsini, sarà pronta anche nella gestione di eventuali ospiti positivi, per impedire contatti con il resto dei vacanzieri e l'allontanamento o isolamento tempestivo dei contagiati.

Qualora arriveranno le disposizioni tanto attese (ingressi a numero chiuso, braccialetti, barriere di demarcazione, delivery all'ombrellone), il settore si dice pronto a partire tra la fine di maggio e l'inizio di giugno, un po' come cinema, teatri, biblioteche e centri per la cura del benessere della persona. Sempre che l'andamento della pandemia non imponga nuove limitazioni. (f.v.)