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"Ristoranti e bar aprano il 18 maggio, si rischia il collasso": l'allarme della Fipe Confcommercio

Le parole del presidente della sezione riminese: "Servono anche misure di sostegno per la crisi"

Attualità Rimini | 13:37 - 28 Aprile 2020 Gaetano Callà presidente Fipe Confcommercio Rimini Gaetano Callà presidente Fipe Confcommercio Rimini.

Fipe Confcommercio Rimini sul piede di guerra per la decisione del governo Conte di posticipare la riapertura dei pubblici esercizi al 1 giugno. Il presidente Gaetano Callà parla apertamente di "condanna alla chiusura del settore, con la morte di 50.000 imprese in tutta Italia e la perdita del posto di lavoro per 350.00 persone".  Come per le imprese del settore turismo e balneare, i ristoratori sono pronti ad aprire in piena sicurezza, rispettando ogni norma. Fipe Confcommercio Rimini è critica verso le decisioni assunte dal governo per la Fase 2: "Si ritiene sicuro far ripartire industrie con migliaia di lavoratori ma non le nostre attività, a dispetto anche delle indicazioni che vengono dall’Inail secondo cui i pubblici esercizi sono attività a basso rischio, e del serio protocollo che la categoria ha messo a punto per riaprire in sicurezza. Non possiamo più accettare lo squilibrio evidente di trattamento fra settori economici".

A livello nazionale la Fipe Confcommercio ha lanciato una petizione per la riapertura di bar e ristoranti il 18 maggio, ma anche per il varo di misure di sostegno indispensabili per superare la crisi: "Se così non sarà, il nostro territorio che vive per la maggior parte di turismo, si ritroverà senza centinaia di attività che hanno sì piccole dimensioni, ma anche la capacità di attrarre flussi turistici e di dare lavoro a tantissime famiglie grazie ad investimenti costanti che ora crollano come castelli di carte". Nella nota Callà elogia le amministrazione locali "che si stanno adoperando per studiare soluzioni che consentano di trovare spazi esterni e tenere vivi così bar e ristoranti" e ringrazia la regione Emilia Romagna "per l’ultimo provvedimento in ordine di tempo che ha stanziato un milione di euro per la messa in sicurezza sanitaria dei pubblici esercizi", chiedendo, attraverso la Conferenza delle Regioni, "di sostenere integralmente le nostre ragioni presso il governo e condividere l’impegno di anticipare le riaperture dei nostri settori".