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Caccia? No, grazie: Europa Verde boccia il calendario venatorio dell'Emilia-Romagna

Silvia Zamboni ha chiesto il ripristino dei confini originari dell'oasi Torriana Montebello

Attualità Rimini | 07:53 - 28 Aprile 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.

Lunedì mattina in commissione consiliare seconda (alle attività produttive) in Regione Emilia-Romagna, intervenendo come consigliera di Europa Verde, Silvia Zamboni ha votato contro il calendario venatorio, non solo perché «i Verdi sono da sempre contrari alla caccia, in quanto attività ludica che si svolge a spese della vita di altri esseri viventi, ma anche nello specifico perché il calendario predisposto dalla giunta non recepisce tutte le osservazioni fatte da Ispra, ente scientifico e di ricerca istituzionale».

L'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale aveva chiesto di posticipare l’apertura e di anticipare la chiusura del calendario per alcune specie e di non concedere due giorni in più a settimana nel periodo dall’1 ottobre al 30 novembre per la caccia alla migratoria da appostamento, così come hanno fatto Lav e Wwf.

Wwf ha chiesto di non consentire la caccia all'allodola, mentre il Coordinamento associazioni ambientali riminesi ha chiesto di ripristinare i confini originari dell'Oasi di Torriana Montebello, mantenendo al contempo la tutela dei tratti d'asta fluviale del Marecchia, particolarmente ricchi di biodiversità. Per il controllo della popolazione di cinghiali, inoltre, all'interno dell'Oasi e delle aree protette, il Coordinamento ha anche chiesto di attenersi alle linee-guida di Ispra escludendo il ricorso alla tecnica della braccata.

«È necessario fissare l’obbligo e non solo indicare l’opportunità di usare munizioni atossiche come si limita a fare il documento della giunta, visto che la dispersione di cartucce e di pallini di piombo produce inquinamento ambientale».