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FOTO Niente folla, "Bella Ciao" suonata da Federico Mecozzi. Così Rimini celebra il 25 aprile

Il musicista, con Stefano Zambardino e Massimo Marches, ha suonato anche l'Inno di Italia

Attualità Rimini | 13:02 - 25 Aprile 2020 Federico Mecozzi suona il violino in piazza Cavour per le celebrazioni del 25 aprile Federico Mecozzi suona il violino in piazza Cavour per le celebrazioni del 25 aprile.

"È il 25 aprile che non avremmo mai voluto perché per la prima volta in 75 anni non ci vede scendere in piazza, riempire insieme le bellissime piazze d'Italia, a onorare persone e a diffondere un messaggio collettivo di libertà". Sono le parole del sindaco di Rimini Andrea Gnassi che, col prefetto Alessandro Camporota, questa mattina (25 aprile) ha reso omaggio, in occasione del 75° anniversario della Liberazione d'Italia, a tutti i caduti della seconda Guerra mondiale e della Resistenza con la deposizione di corone d'alloro prima al Monumento alla Resistenza di parco Cervi dei Caduti e poi al Monumento ai Caduti per la Libertà di piazza Tre Martiri.

Un momento solenne, che ha visto sindaco, prefetto e la rappresentante di Anpi sostare commossi davanti ai luoghi che perennemente ricordano il sacrificio fatto di lutti e privazioni a cui tutta la popolazione fu sottoposta in quegli anni terribili, che si è concluso sulle note dell'Inno nazionale prima e di Bella Ciao suonata con uno struggente arrangiamento originale elaborato per l'occasione dai musicisti Federico Mecozzi al violino, Stefano Zambardino, alla fisarmonica, Massimo Marches alla chitarra che ha riempito di commozione una surreale piazza Tre Martiri quasi deserta.

Il prefetto Camporota nel suo intervento ha ricordato come "il Presidente della Repubblica abbia messo in evidenza i valori della Resistenza come base della nostra storia. La Resistenza, ha affermato, è festa di liberazione e solidarietà, una libertà riconquistata all'Italia intera insieme con la dignità perduta con i vent'anni della dittatura fascista, con le leggi razziali firmate dalla monarchia, con la sciagura della guerra a fianco dei nazisti".

"È esattamente da quella data – ha proseguito il Prefetto Camporota - dalla lotta spontanea al nazifascismo della Resistenza che è rinato il concetto di patria unito alla rifondazione in democrazia dello Stato con la nascita della Repubblica delle sue istituzioni e della Costituente. Il nesso tra la Resistenza, il 25 Aprile e la Repubblica costituzionale è il principio fondante della nostra democrazia e il suo principio di legittimazione."