Mercoledý 21 Ottobre06:57:53
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

L'agroalimentare romagnolo si prepara per la fase due: problema cantine e calamità naturali

Carlo Carli, Confagricoltura "C'è una rinnovata cooperazione, nessuno di noi si è fermato un minuto"

Attualità Rimini | 12:28 - 24 Aprile 2020 Carlo Carli, presidente di Confagricoltura di Forlì-Cesena e di Rimini Carlo Carli, presidente di Confagricoltura di Forlì-Cesena e di Rimini.

Nonostante la gravità dell'attuale emergenza sanitaria e le tante incognite che pesano anche sull’agricoltura, il settore dell’agroalimentare non si è fermato, Gli agricoltori di Forlì, Cesena e di Rimini sono stati in prima linea nelle settimane dell’emergenza per garantire ai cittadini, alla grande distribuzione, come ai negozi di prossimità, l’approvvigionamento delle derrate alimentari.

«È un momento molto difficile per tutti – afferma Carlo Carli, presidente di Confagricoltura di Forlì-Cesena e di Rimini – il mio primo pensiero va a gli associati e alle loro famiglie, collaboratori e dipendenti, ma anche ai dipendenti e collaboratori dell’associazione, perché possano mantenere la salute, perché questo è il bene più prezioso che abbiamo».

L’accesso al credito è uno dei temi più importanti per supportare un settore, quello dell’agricoltura, che nonostante non si sia fermato, non naviga certo in acque sempre calme. Con i ristoranti e gli alberghi chiusi si è contratta la domanda per alcuni settori, come per le cantine più piccole: «Stiamo lavorando a ogni livello per ottenere provvedimenti sulla distillazione obbligatoria come stiamo proponendo una revisione al mondo assicurativo per le calamità naturali con deroga alla legge che vieta di dare contributi alle produzioni assicurabili».

Nei tanti tavoli territoriali, regionali e nazionali Confagricoltura si è confrontata al meglio con le altre realtà istituzionali, associazioni di categoria, sindacati: «Sono convinto che queste settimane abbiamo visto di fronte a noi la messa in opera di quella città Romagna di cui tutti parliamo da tempo e nella quale noi crediamo fermamente. Sono segnali molto positivi, soprattutto perché dimostrano che i corpi intermedi, le istituzioni, gli imprenditori ci sono. C’è voglia di lavorare tutti assieme per uscire dall’emergenza e per rimboccarsi le maniche per il dopo».