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Coronavirus, caso di usura a Rimini fa scattare l'allarme: "Governo dia sostegno agli imprenditori"

L'appello del primo cittadino Gnassi: "imprenditori senza liquidità"

Attualità Rimini | 14:12 - 23 Aprile 2020 Il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, davanti al palazzo Garampi, sede del Municipio Il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, davanti al palazzo Garampi, sede del Municipio.

L'indagine su un caso di usura del quale è stato vittima un commerciante di auto del riminese ha fatto scattare l'allarme sociale su una possibile conseguenza dell'epidemia di covid-19: imprenditori che senza liquidità si rivolgono a usurai per ottenere dei prestiti. Il rischio, rileva il sindaco di Rimini Andrea Gnassi in una nota, è che le organizzazioni criminali possano penetrare con più facilità nel tessuto economico sociale riminese. "Servono inchieste, controlli, attività investigativa e di repressione, ma soprattutto, oggi più di ieri, serve un'assunzione di responsabilità a carico di quello che si chiama Stato, che non è solo un Governo", scrive Gnassi, che sollecita il Governo a dare immediato sostegno economico e finanziario alle imprese: "Sentirsi dire ci vogliono 40 o 60 giorni per ottenere i 25 mila euro di prestito o per accedere alla Cassa Integrazione Guadagni, potrebbe voler dire a imprenditori disperati di rivolgersi in quell' altrove molto più rapido che fa rima con criminalità". E il sostegno dello Stato dovrà accompagnare le imprese nella fase 2 fino al ritorno alla normalità e ovviamente concretizzarsi anche in una riduzione della burocrazia. Gnassi ricorda che anche gli enti locali, come le imprese, sono sull'orlo del dissesto finanziario, a causa dei mancati versamenti di tributi: "Se l'Italia non risponderà presente all'appello di Anci e Comuni, che hanno chiesto un fondo di almeno 5 miliardi di euro per coprire le voragini apertisi, vorrà dire tagliare servizi essenziali, non garantire quella protezione sociale, quell'aiuto locale all'imprenditoria e all'occupazione e quelle iniziative per rimettere in funzione il motore ora fermo, che diverranno con ogni probabilità ulteriore terreno di coltura per chi ha cattive intenzioni e dalla sua ha soldi, rapidità, nessuno scrupolo e violenza", chiosa il primo cittadino di Rimini.