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Prestito usuraio: costretto ad assumere il cognato dello "strozzino" e a pagare 4000 euro al mese

Vittima un commerciante riminese: indagati due napoletani

Cronaca Rimini | 16:29 - 22 Aprile 2020 Questura di Rimini Questura di Rimini.

Due napoletani di 41 e 40 anni sono indagati per usura dalla Procura di Rimini, al termine di serrata attività investigativa della Squadra Mobile di Rimini. Il 28 febbraio scorso il gip ha emesso un'ordinanza di applicazione della misura di custodia cautelare in carcere verso gli indagati, uno dei quali - il 40enne - è stato arrestato al porto di Civitavecchia, al suo rientro dalla Spagna; l'altro, il 41enne, è ancora ricercato. Il Tribunale ha disposto anche il sequestro preventivo dell'importo di 40.000 euro, anche in ragione della sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni posseduti, dei seguenti mezzi: tre automobili (una Fiat 500 X, una Renault Clio e una Nissan Micra) e due motocicli (una Honda Africa Twin e una Honda Sh).


Prestito usuraio con interessi mensili prima di 1200 poi di 4000 euro


Le indagini sono state avviate a gennaio 2020, a seguito della denuncia di un commerciante di auto usate del riminese, un napoletano, che nel febbraio 2018 aveva ottenuto un prestito di 8.000 euro dal 41enne, un uomo non residente a Rimini, ma a Napoli. Dal mese successivo al dicembre 2019, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vittima dell'usura ha pagato 1200 euro al mese come interessi, attraverso ricariche Postepay o consegna di denaro contante, che avvenivano a Rimini, finendo però per richiedere un secondo prestito, di 30.000 euro, nel luglio 2019. In quell’occasione era stato pattuito il pagamento di una cifra mensile di 4000 euro a titolo d’interesse, con l’ulteriore clausola di assumere all’interno della propria ditta il cognato del 41enne, il secondo indagato, di pagargli 1200 euro di stipendio e l'affitto dell'appartamento nel quale il 40enne si era trasferito, da Napoli. Trovandosi alle strette con i pagamenti, il commerciante ha consegnato 2300 euro per prendere tempo, poi ha cercato di evitare l'usuraio: da quel momento, secondo quanto denunciato, sono partite le minacce, che hanno costretto il commerciante a tornare a Rimini, dopo le festività natalizie trascorse a Napoli, solamente con la moglie, lasciando i figli alla custodia di alcuni familiari. Ha deciso di presentare denuncia, fornendo alcune ricevute di ricariche Postepay attestanti i pagamenti effettuati e le chat Whatsapp.