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Covid-19: crollo delle vendite anche per le cantine, l'allarme di Coldiretti

Chieste al governo compensazioni a fondo perduto per le perdite subite e prestiti a lunga scadenza e tasso zero

Attualità Rimini | 15:17 - 22 Aprile 2020 L'allarme di Coldiretti per la situazione delle cantine vinicole L'allarme di Coldiretti per la situazione delle cantine vinicole.

Crollo del fatturato per le cantine a fronte delle limitazioni di mercato inevitabilmente scattate a seguito dell'emergenza coronavirus che mette a repentaglio il futuro del vino romagnolo. A lanciare l'allarme salva vigneti sono le Federazioni Coldiretti di Forlì-Cesena e Rimini che sottolineano il pesante impatto sulle cantine locali per via della chiusura forzata di alberghi, enoteche, agriturismi, bar e ristoranti e dei canali di esportazione, con un conseguente azzeramento delle vendite di bottiglie, mancato pagamento delle forniture già consegnate, il tutto aggravato anche dalle difficoltà logistiche che incontrano i clienti abituati a rifornirsi direttamente in azienda e presso le cantine stesse sfruttando la vendita diretta.

"Senza vendite – si legge nella nota di Coldiretti - le aziende non riescono a far fronte ai pagamenti e a finanziare il ciclo produttivo che, dalla campagna alla cantina, non si può fermare".

"Le misure messe in campo con il blocco delle rate di mutui, prestiti, tasse, contributi sono certamente utili scrivono i presidenti provinciali Massimiliano Bernabini e Guido Cardelli Masini Palazzi - ma non bastano ed è indispensabile mettere a disposizione delle aziende vitivinicole liquidità sotto forma di compensazioni a fondo perduto per le perdite subite e prestiti a lunga scadenza a tasso zero garantiti dallo Stato". Un intervento veloce e semplice che dovrebbe essere garantito indipendentemente dalla dimensione aziendale. "Ed è necessario che una misura similare sia garantita a bar, ristoranti, alberghi agriturismi per evitare il blocco dei pagamenti delle forniture a cui si sta assistendo e per fare in modo che non chiudano".

Il mondo del vino, anche nei territori di Forlì, Cesena e Rimini, ha dato e sta dando lavoro a molti giovani imprenditori che ora, per via dell'emergenza sanitaria globale, rischiano di vedere compromessi sforzi ed investimenti sostenuti.

Marco Bianchi, vicepresidente di Coldiretti Rimini e dei Giovani Coldiretti, gestisce l'azienda Podere Bianchi: "In questo momento, per noi che abbiamo negli hotel e stabilimenti balneari della riviera i nostri principali acquirenti, già continuare a lavorare con le consegne a domicilio vuol dire tanto perché significa trovare nuovi clienti, ma soprattutto limitare i danni e sopravvivere speriamo che il settore ricettivo possa ripartire presto, anche se temiamo che con molto prodotto fermo le speculazioni siano dietro l'angolo, per questo auspichiamo una manovra 'salva prezzo', ad esempio un contributo per la distillazione volontaria...".

"A livello nazionale e locale conclude il Direttore di Coldiretti Forlì-Cesena e Rimini, Anacleto Malara - la Coldiretti è impegnata nella campagna #iobevoitaliano per promuovere gli acquisti di vini 100% italiani e ha presentato al Governo il piano 'salva vigneti' che, oltre alle misure già enunciate in premessa dai Presidenti, dedicate al sostegno alla liquidità e ad una 'fiscalità di vantaggio' per la filiera produttiva e distributiva, prevede sostegno alle imprese mediante lo snellimento degli adempimenti previsti dall'OCM di settore con lo sblocco immediato di tutti i pagamenti di aiuti nazionali e UE (PAC e PSR), ma anche l'avvio di misure volte al controllo dell'offerta come la 'distillazione volontaria' e la 'vendemmia verde'".​