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A Riccione test sierologico per tutti. Sindaca Tosi: ‘La fase 2 deve partire adesso’

"Pronti ad un accordo con la Nuova Ricerca: libertà di lavorare"

Attualità Riccione | 15:03 - 17 Aprile 2020 Test sierologici covid-19 Test sierologici covid-19.

Il test sierologico a tutti i dipendenti pubblici e poi al resto della popolazione come il “caffè sospeso”. E’ l’idea dell’amministrazione di Riccione per la fase due della pandemia. La precedenza andrà ai cittadini attivi nel mondo del lavoro che devono avere la possibilità di uscire di casa. “Ora la Fase2 deve iniziare”. Così il sindaco di Riccione, Renata Tosi, che coglie al volo l’apertura arrivata dalla Regione Emilia Romagna, e lancia l’idea del “test sospeso”. “Siamo in contatto già da settimane con il direttore generale della Nuova Ricerca e anche con il sottosegretario Baruffi, per attivare subito a Riccione uno screening  sierologico. Analisi a pagamento, ma veloci, e chi non se le potrà permettere, chi non potrà sostenerne il costo, interverranno le donazioni. Stiamo pensando alla formula del “test sospeso”, come si fa per il caffè sospeso. Chi ha la possibilità lascia un test sierologico già pagato - sospeso appunto - che poi il laboratorio farà gratuitamente a colui che non può pagare. Siamo una comunità coesa, ci muoviamo in fretta appena c’è una possibilità e ci aiutiamo a vicenda”, dice il sindaco Tosi. “Abbiamo già proposto alla Nuova Ricerca di iniziare a fare i sierologici su Riccione partendo dai dipendenti pubblici, ma credo anche che si debba valutare l’obbligo della mascherina e di tutti i presidi di sicurezza perché dobbiamo iniziare con la Fase2, dare la possibilità ai cittadini di uscire. Non stiamo fermi e guardiamo alla stagione che arriva tanto che ci stiamo già muovendo per iniziare la campagna di comunicazione del Brand Riccione dopo averla condivisa con le associazioni di categoria. La libertà di uscire deve andare di pari passo con la sicurezza ecco perché dico sì alle mascherine e sì ai test, perché significa iniziare a ripartire con i lavori pubblici già avviati, con gli uffici pubblici a pieno regime e con il nostro comparto turistico ”. 

“Siamo contenti di collaborare con il Comune di Riccione - ha dichiarato Giorgio Celli, direttore generale della Nuova Ricerca di Rimini -, il primo passo però è l'autorizzazione da parte della Regione. Noi siamo pronti a chiedere alla Regione l'autorizzazione a procedere con i test. Dopodiché sarà sempre la Regione, dopo averci autorizzati ad inviarci i protocolli da seguire, La Nuova Ricerca è pronta presentare la domanda, ma penso sia giusto che sia la Regione ad autorizzare le strutture e a fornire linee guida per i test”.