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No dalla Regione ai test fai da te per accertare la presenza passata o presente del virus

La Regione ha posto il diktat: si faranno soltanto attraverso il percorso di screening regionale

Attualità Rimini | 09:59 - 17 Aprile 2020 Dalla pagina Facebook della Regione Dalla pagina Facebook della Regione.

No ai test sierologici spot senza un coordinamento da parte della Regione e senza aver scelto quali effettuare e quali invece scartare, in base all'attendibilità, ai costi e alla reperibilità. Le valutazioni rapide non potranno essere effettuate su privati cittadini, né commercializzati per autodiagnosi, al di fuori del percorso di screening regionale. L'unica deroga ai laboratori a seguito di apposita istanza sarà nell'ambito di percorsi attivati dai datori di lavoro. 

L'assessore regionale alle politiche per la salute Raffaele Donini assieme al commissario regionale ad acta per la gestione dell'emergenza Coronavirus Sergio Venturi hanno posto un veto corale sui test nei laboratori privati, anche dopo la notizia di perquisizioni e denunce in strutture anche della provincia di Rimini.

«Questo test non è un giochino, è una cosa molto seria, che dovrebbe dire se abbiamo avuto questa malattia o no e in caso positivo spingerci a effettuare altri esami, incluso il tampone», sottolinea Sergio Venturi. «Il tampone è una “fotografia” del momento, mentre il test è un film degli ultimi giorni e il suo problema è che è ancora del tutto affidabile. Di test sierologici ce ne sono 200 in commercio, noi ne abbiamo selezionati 3 o 4 e non siamo sicuri che neanche questi siano efficaci. Ecco perché ci prendiamo la responsabilità di dire che questi esami non vanno fatti dai privati, se non sotto l’egida e i criteri di sicurezza che stabilirà la Regione», anche in previsione della tanto invocata riapertura graduale delle attività.