Sabato 30 Maggio19:11:38
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

A San Marino altri 33 casi nuovi, Rinaldi: "In 26 entrati in contatto con soggetti già positivi"

L'ipotesi del mancato rispetto delle restrizioni a domicilio dietro all'incremento dei casi

Attualità Repubblica San Marino | 12:46 - 16 Aprile 2020 Il direttore dell'Authority sanitaria Gabriele Rinaldi in collegamento quotidiano su San Marino RTV Il direttore dell'Authority sanitaria Gabriele Rinaldi in collegamento quotidiano su San Marino RTV.

L'incremento era atteso, ma la realtà non cambia: dei 33 nuovi casi registrati a San Marino nella giornata di mercoledì, 26 sono attribuibili a contesti familiari in cui già si trova una persona risultata positiva al Coronavirus. Questo rinforza un'ipotesi, già ventilata nei giorni scorsi dal direttore dell'Authority sanitaria Gabriele Rinaldi: «Soltanto 7 tamponi positivi sono stati fatti a pazienti o persone identificati ex novo attraverso la sierologia, mentre gli altri 26 sono di parenti stretti di soggetti che erano già risultati positivi. Sorge il dubbio che le prescrizioni suggerite per il rispetto dell'isolamento domiciliare non siano state rispettate a dovere».

L'ipotesi di allestire strutture ad hoc è al vaglio, ma ciò che conta è il comportamento dei singoli. «Possiamo anche pensare di allestire un albergo per garantire l'isolamento, ma le persone devono agire responsabilmente», sottolinea Rinaldi. «Siamo una comunità di 34 mila abitanti, la fiducia reciproca poteva assolverci da una decisione di questo tipo. Ma questi dati evidentemente dicono il contrario».

Ad oggi la Repubblica conta in tutto 333 positivi, questo perché ci sono stati due nuove guarigioni e purtroppo due nuovi deceduti di due uomini di 60 e 87 anni. «Più passa il tempo più questi eventi drammatici assumono un significato particolare, momento in cui l’infezione sta ancora facendo danni importanti nella nostra comunità. Il senso di dover continuare a registrare deceduti ci pesa, perché chiaramente sono concittadini i quali, pur avendo garantito tutte le cure, non siamo riusciti a farli guarire».