Martedì 27 Ottobre21:55:26
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Negozi chiusi, ma l’affitto corre. Sadegholvaad: "Abbassate il canone"

L'appello ai proprietari di immobili dell'assessore alle Attività Economiche riminese

Attualità Rimini | 13:24 - 15 Aprile 2020 L’assessore alle Attività Economiche Jamil Sadegholvaad L’assessore alle Attività Economiche Jamil Sadegholvaad.

Le attività commerciali - quelle ritenute non essenziali - restano chiuse perchè l’emergenza coronavirus continua a seminare morti, ma per i canoni di locazione il decreto “Cura Italia” non prevede una esplicita sospensione del pagamento. Una situazione che rischia di creare grossi problemi a quelle attività costrette allo stop per la grave emergenza sanitaria in corso, ma anche a quelle che potrebbero rimanere aperte ma che chiudono per mancanza di clienti, vista la poca gente abilitata a girare. Quello che è stato previsto dal decreto "Cura Italia" è il meccanismo del credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al solo mese di marzo 2020. "Non la panacea di tutti i mali purtroppo, – commenta l’assessore alle Attività Economiche Jamil Sadegholvaad – ma comunque una misura concreta che, secondo indiscrezioni, pare potrà essere ampliata e prorogata, così come pare essere allo studio un programma di incentivi statali ai proprietari per favorire l’alleggerimento dei canoni d’affitto”. L’assessore riminese si appella anche ai proprietari per promuovere accordi con i locatari per la riduzione del canone: "Non è solo buon senso, ma un’opportunità per cercare insieme di ridurre per quanto possibile le conseguenze del lockdown e immettere un po’ di liquidità per la fase di ripartenza".

L’intervento dell’Assessore Sadegholvaad

“Ci prepariamo e guardiamo con speranza alla fase 2, quella che segnerà la prima fase di ripresa,  ma ad oggi siamo ancora immersi nel lockdown: serrande abbassate, la stragrande maggioranza dei negozi e dei pubblici esercizi chiusi. Uno scenario che speriamo di poter presto archiviare, con la consapevolezza che quando commercianti e artigiani potranno riprendere le loro attività si ritroveranno a dover fare i conti con nuove modalità di lavoro e con le conseguenze economiche di uno stop inatteso e prolungato. Ai piccoli imprenditori, che sono il cuore del nostro tessuto economico, è dedicata una misura nel Decreto Cura Italia, il cosiddetto bonus affitti per negozi e botteghe, che prevedeva un’agevolazione in favore dei commercianti ed artigiani costretti a chiudere per rispettare le misure restrittive volte a limitare il contagio da Covid-19. Non si tratta di una sospensione dei pagamenti dell’affitto, ma di un credito di imposta pari al 60% del canone di locazione versato per il mese di marzo. Non la panacea di tutti i mali purtroppo, ma comunque una misura concreta che, secondo indiscrezioni, pare potrà essere ampliata e prorogata, così come pare essere allo studio un programma di incentivi statali ai proprietari per favorire l’alleggerimento dei canoni d’affitto. Si parla della possibilità di consentire ai proprietari di immobili in locazione di versare le tasse non sui dodici mesi, ma sulla base dei mesi di affitto effettivamente pagati dai locatari con il cosiddetto “regime di cassa”. Così come è al vaglio un credito d’imposta per i proprietari degli immobili che riducono il valore del canone agli affittuari. L’auspicio è che queste indiscrezioni non restino tali, ma che si traducano in azioni concrete e subito applicabili per dare una boccata di ossigeno – che si traduce in liquidità – a commercianti e artigiani, con agevolazioni anche per quei proprietari che si ritrovano con minori entrate legate ai propri immobili. Misure che seguono nella filosofia e nell’applicazione quelle introdotte già da mesi dal Comune di Rimini, oggi ancor più importanti, e cioè le agevolazioni previste nella “no tax area”. Grazie a questo intervento i proprietari di immobili a destinazione commerciale o produttiva possono ottenere un contributo economico sulla base dell’IMU versata a fronte di una riduzione del canone di affitto alle imprese non inferiore al 20%, contributo che copre l’intero valore dell’Imu se la riduzione del canone supera il 30%. L’appello che rinnovo ai proprietari, soprattutto in previsione delle prossime misure governative che ci auguriamo possano andare ad integrare le azioni promosse dall’Amministrazione comunale, è quello di promuovere degli accordi con i propri locatari per la riduzione del canone. Non è solo buon senso, ma un’opportunità per cercare insieme di ridurre per quanto possibile le conseguenze del lockdown e immettere un po’ di liquidità per la fase di ripartenza”.