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A San Fortunato 5 morti per Coronavirus, la cooperativa Il Cigno fa alcune precisazioni

Al momento risultano 6 contagi fra gli ospiti e 4 fra gli operatori

Attualità Rimini | 12:30 - 14 Aprile 2020 Foto dal sito della cooperativa Il Cigno Foto dal sito della cooperativa Il Cigno.

Nella rassegna stampa di martedì 14 aprile, sormontata dai dati sui contagi e i decessi nelle case di riposo della provincia, finisce anche la Casa residenza anziani (Cra) San Fortunato di Rimini gestita dalla cooperativa Il Cigno, a quanto si apprende presa di mira nei giorni scorsi dalle osservazioni di qualche portavoce politico. Per questo la struttura ha deciso, in un lungo comunicato, di fare alcune precisazioni circa la loro versione dei fatti.

«Fin dall’inizio dell’emergenza la xooperativa "Il Cigno" ha provveduto a individuare le misure organizzative per prevenire e limitare il contagio da Covid-19 e ad adottare le misure tecniche e procedurali per tutelare ospiti, operatori sanitari e assistenziali. Dal 24 febbraio le visite sono state sospese fino a data da destinarsi e a partire dal primo contagio è stata immediatamente identificata nella struttura un’area cosiddetta "rossa" per la gestione esclusiva delle persone affette dal virus e un’area "arancione" dedicata alla gestione di casi sospetti». Continui e costanti i contatti con il reparto di Infettivologia dell'Ausl Romagna, che ha più volte effettuato sopralluoghi nella struttura per visitare gli ospiti, attualmente 40 più due ricoverati in ospedale.

Della gestione delle rispettive zone si occupa un gruppo di operatori assistenziali formati e dedicati in via esclusiva a gli ospiti contagiati (o sospetti tali). «Tutti gli ospiti che presentavano sintomi hanno eseguito il tampone e l'8 aprile abbiamo formalmente richiesto all’ufficio igiene di sottoporre tutti gli ospiti alla verifica». Ad oggi gli ospiti della struttura contagiati sono sei, di cui quattro identificati il 12 aprile, quelli negativi 9, quindi restano da fare ancora 27 tamponi.

A occuparsi degli ospiti 34 operatori, già tutti sottoposti a tampone, di cui quattro risultati positivi e soltanto due con sintomi. «Non si registrano sofferenze di organico quindi nemmeno "turni massacranti" come invece è stato riportato, ci auguriamo che questo andamento possa essere confermato anche per il futuro». Inoltre la coop tiene a precisare che «gli operatori stanno lavorando con dispositivi di protezione individuale conformi alle linee guida istituzionali». Il personale è stato dotato di protocolli operativi e l'Ausl ha svolto una prima formazione a un gruppo ristretto di operatori, la quale sarà presto estesa a tutti i alvoratori.

«Le famiglie vengono quotidianamente attraverso i responsabili e gli infermieri sullo stato di salute dei propri cari. Quando è possibile, gli operatori fanno chiamate anche video fra gli ospiti e i loro congiunti».

Una serie di rassicurazioni che non hanno lo stesso effetto di un vaccino, ma che cercano di far vivere con meno apprensione l'andamento della pandemia all'interno della struttura.