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Coronavirus, l’allarme del sindaco di Rimini: "Comuni a un passo dal dissesto economico"

Nella prima seduta telematica del consiglio comunale l'apprensione per la tenuta economica

Attualità Rimini | 09:24 - 10 Aprile 2020 Primo consiglio comunale di Rimini in videoconferenza Primo consiglio comunale di Rimini in videoconferenza.

Non serve liquidità soltanto per far ripartire i consumi delle famiglie e le commesse delle imprese, ma anche per garantire i servizi minimi essenziali come i trasporti, la raccolta dei rifiuti, i servizi alla persona e alla comunità, l'erogazione di cultura.

Nell'apertura al primo consiglio comunale telematico nella storia di Rimini che si è svolto giovedì mattina, il sindaco di Rimini nonché presidente di Anci Emilia-Romagna Andrea Gnassi ha rotto come spesso fa gli imbarazzi e ha parlato in modo schietto di una situazione preoccupante, perché l'emergenza sanitaria è diventata presto anche emergenza economica, non solo per il settore privato ma anche per il pubblico. Così i Comuni potrebbero andare in dissesto nel giro di poche settimane, per via della sospensione e del rinvio del pagamento dei tributi, della mancata riconversione delle sanzioni amministrative (che da Codice della strada possono essere reinvestite soltanto in capitoli analoghi alla gestione del traffico e dei trasporti) e molto altro. Rimini in particolare rischia di registrare uno sbilancio di 25, anche 30 milioni di euro, questo stando a una proiezione degli uffici comunali.

Anche il discorso introduttivo della presidente del consiglio Sara Donati ha toccato la questione dei bilanci delle pubbliche amministrazioni, alle quali si stanno chiedendo «maggiori oneri di fronte alle minori entrate». Una situazione di squilibrio pericoloso che potrebbe presto presentare il conto.